Di Pubblicato il: 21 Novembre 2014Categorie: Attualità

Lodi. Domenica presentazione Rete Territoriale Antiviolenza e inaugurazione nuova sede del Centro Antiviolenza

Immagine di repertorio

violenza-sessuale-aggressioneIn occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il Comune di Lodi organizza la presentazione alla cittadinanza della Rete Territoriale Antiviolenza di Lodi e l’inaugurazione della nuova sede del Centro Antiviolenza “la Metà di Niente”.

L’appuntamento è per domenica 23 novembre, alle ore 11.00, presso il Teatrino di via Gorini, dove il progetto “Amati! Il futuro parte da oggi” verrà illustrato dall’assessore comunale alle pari opportunità Erika Bressani e da Marta Ferrari, responsabile del Centro Antiviolenza, con la partecipazione di rappresentanti della Prefettura e della Procura della Repubblica; a seguire, verranno aperti al pubblico i locali della nuova sede del Centro Antiviolenza.

«La Rete Territoriale di Lodi, conseguenza ed evoluzione di un protocollo siglato lo scorso maggio – spiega l’assessore Bressani – è una delle poche in Lombardia ad avere valenza provinciale, poiché vi sono rappresentati tutti i Comuni, attraverso il sistema sociosanitario, le Forze dell’Ordine, il sistema giudiziario, il sistema scolastico e l’associazionismo del territorio. Lo sforzo comune che ha portato alla sigla di questa intesa si è ora concretizzato in un progetto che vedrà impegnati tutti i soggetti promotori, con il cofinanziamento della Regione Lombardia, nell’accoglienza e nell’accompagnamento fuori dalla spirale della violenza di un centinaio di donne lodigiane nell’arco del 2015. La data simbolo del contrasto alla violenza sulle donne vede quindi quest’anno non una semplice celebrazione, ma l’attivazione di un servizio che rappresenta una risposta concreta al problema, da parte di un territorio che ha saputo unirsi per raggiungere un obiettivo condiviso, facendo squadra per attrezzarsi a prevenire il fenomeno e, dove la prevenzione purtroppo non è sufficiente, per creare un sistema di accoglienza e sostegno per le vittime. In questi mesi abbiamo lavorato in queste due direzioni, mettendo a frutto l’esperienza delle buone pratiche già esistenti in questo settore e riunendo intorno ad un tavolo tutti i soggetti che possono fornire un contributo, cercando in questo modo di dar vita ad un servizio concreto e presente con costanza, senza che pesi sulle finanze dei Comuni».