Lodi. Il 15 novembre il secondo corso per Tutor di colonie feline

Il corso è gratuito e prevede alla fine l’attribuzione agli intervenuti di un attestato di partecipazione.
Chi volesse partecipare è pregato per motivi organizzativi di tel. al n. 328 4796888, o presentarsi nel luogo del corso in tempo utile. E’ prevista la compilazione di una scheda di partecipazione, anche disponibile sul profilo facebook “AMICI ANIMALI-LODI”, e sul sito internet www.amicianimalilodi.it, dove si può pure trovare il programma completo.
Sono invitati a parteciparvi le tutor e i tutor di colonia felina (di seguito, per convenzione li nomineremo come “gattare”, ma solo per pensiero erroneamente consolidato si tratta di figure femminili, mentre in realtà sono numerosi pure gli uomini). Ma anche tutti coloro che si occupano di gatti, o li vogliono conoscere meglio.
Dopo il saluto del Dott. Enrico Rossi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL di Lodi, sono previsti come relatori il Dr. Luigi Galimberti, Responsabile della Struttura Ambulatoriale del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL lodigiana; Emanuele Arensi, già Garante dei diritti degli animali della Provincia di Lodi e Elisabetta Mascheroni, responsabile coordinatrice del gattile Miagolandia.
Il ruolo delle gattare e l’importanza del loro ruolo
E’ credendo nella fondata importanza della informazione e della formazione delle Associazioni che si occupano di animali, che AMICI ANIMALI onlus intraprende l’iniziativa di organizzare una mattinata per le “gattare”, ruolo che ormai nella società moderna è centrale per la gestione dei gatti senza casa.
La legge 281/91 ha costituito uno spartiacque in materia di animali e ha riconosciuto il “diritto” dei gatti di vivere liberi.
Recita infatti: “E’ vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà. I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’ autorità sanitaria competente per territorio e reimmessi nel loro gruppo“. Il “gruppo” è la colonia felina, l’autorità sanitaria è identificata nei servizi dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL. Il gatto senza padrone diventa “gatto della collettività”, il “gatto del Sindaco”.
In realtà, per lo più senza sostegno, senza aiuto economico quando non ostacolata invece che aiutata, la “gattara” assume un ruolo importantissimo di utilità sociale, spesso assumendo su di sè un ruolo di mediazione, tra l’intolleranza di alcuni e l’indifferenza di altri, istituzioni comprese.
Basterebbe invece pensare a cosa sarebbero le comunità se non ci fossero le gattare: ad alimentare, curare, monitorare, catturare ove necessario, contenere demograficamente, occuparsi della salute dei gatti randagi e dell’ambiente in cui vivono; sobbarcandosi a volte fino a compromettere la propria personale stabilità economica l’onere del sostegno, senza aiuti, e dovendosi perdipiù a volte difendere dalla malsopportazione insieme ai gatti che accudiscono.
Con il varo di leggi regionali a complemento di quelle nazionali (la Regione Lombardia ha definito con la legge 33/2009, Testo Unico in materia di sanità i ruoli , i compiti di ASL, Regioni, Comuni nei confronti dei gatti liber) lo status delle gattare indirettamente e direttamente si definisce.
Essere gattare in realtà significa procedere alle richieste di censimento delle colonie feline, concretizzandone le procedure. Significa occuparsi delle loro sofferenze, se malati o incidentati (a tale proposito va ricordato che stabilizzare un animale in stato di necessità di primo soccorso è obbligo ugualmente di medici veterinari pubblici ASL e medici veterinari professionisti privati, come da codice deontologico).
Il ruolo delle gattare ormai ha superato stereotipi logori e conflittuali. La stessa sterilizzazione prevista appunto a carico delle ASL, attuata attraverso il censimento delle colonie feline dopo segnalazione delle gattare stesse, non può in concreto avvenire senza il loro stesso intervento, che provvedono alla cattura possibilmente senza stress, portano i gatti in ambulatorio, se ne occupano nel postoperatorio. Vi dedicano tempo e risorse, si accollano i costosissimi farmaci veterinari (che spesso equivalgono a quelli umani, solo con principi attivi di diverso dosaggio, ma costano enormemente di più -chissà perché-): si donano generosamente senza ricevere nulla in cambio.
Ovviamente, è dovere delle gattare mantenere nel luogo dove operano igiene e decoro: e ciò è scontato.
Meno scontato è l’impegno e la dedizione profusi disinteressatamente e quotidianamente, che non può vedere interruzioni, nei giorni, nei mesi, ogni momento dell’anno.
Una responsabilità grande, guidata solo dalla passione e dall’amore vero.


