Incontro tra Province per contrastare pesca abusiva e bracconaggio

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Incontro tra Province per contrastare pesca abusiva e bracconaggio
Si è tenuto in data odierna l’incontro congiunto tra le Province di Lodi, Piacenza, Cremona e Pavia sul contrasto e contenimento dei fenomeni di bracconaggio nei corsi d’acqua dei rispettivi territori e in particolare nel fiume Po, letteralmente saccheggiati da bracconieri anche attraverso strumenti tipici dei pescatori di professione.
All’incontro, tenutosi presso la Provincia di Lodi, erano presenti per Lodi il Presidente Soldati, per Piacenza il Presidente Rolleri, per Cremona il Presidente Vezzini, per Pavia il Comandante della Polizia Provinciale. Presenti anche le Polizie Provinciali di Lodi e Cremona.
L’incontro ha preso in esame i regolamenti sulla pesca delle rispettive Province, verificandone il sostanziale allineamento sul piano generale, registrando altresì il cambiamento normativo che investe le Province, e che nello specifico, sulla sponda Emiliana, ha già visto le competenze sull’ittico venatorio passare alla Regione dal 1° gennaio 2016, mentre sulla sponda Lombarda ciò avverrà a partire dal 1° aprile 2016. Ciò rappresenta il primo elemento sul quale costruire un allineamento tra le due sponde del fiume Po, anche in considerazione del recente provvedimento che Regione Emilia Romagna (in data 14/3) ha emesso per quanto riguarda la limitazione della pesca professionale, bloccandola nelle ore notturne su tutta l’asta del Po di sua competenza. Sulla scorta di tale riflessione, si è stabilito che le Province di Lodi, Cremona e Pavia scriveranno congiuntamente a Regione Lombardia affinché, in vista dell’imminente passaggio della delega, venga adottato provvedimento analogo, in modo tale da affrontare il problema con modalità simili tra Regioni confinanti.
Importante l’intesa raggiunta su una competenza che invece permarrà in carico alle Province e che le accomuna anche se su sponde diverse e cioè la vigilanza ittico venatoria. La Provincia di Lodi si è presa l’impegno per la stesura di un protocollo d’intesa che preveda l’organizzazione della vigilanza in modo congiunto tra le quattro Province, condividendo mezzi e uomini, in modo tale da presidiare al meglio il territorio.
“Nel momento in cui si pensano misure restrittive – dichiara Soldati – occorre capire se le sanzioni che vengono comminate sono efficaci e come le si presidiano. Sul primo aspetto, emerge in modo diffuso che le sanzioni spesso non vanno a buon fine. La verifica dei documenti presentati e gli accertamenti successivi in molte occasioni danno un riscontro negativo, in quanto il soggetto sanzionato o risulta irreperibile o non risulta residente laddove dichiarato o indicato. Il tema centrale è quindi come possiamo controllare il territorio, considerando che in tutte le Province il personale deputato a questa funzione si è ridotto significativamente”.
“La scelta di organizzare in modo congiunto – conclude Soldati – condividendo mezzi e uomini, è quindi una prima risposta per provare a presidiare al meglio il territorio, comunque con la consapevolezza che serve anche dell’altro. A tal fine le quattro Province hanno condiviso l’obiettivo di formare nuove guardie volontarie pescatorie, dandosi mandato affinché vengano organizzati specifici corsi, condividendo le professionalità presenti nei rispettivi enti per le docenze necessarie all’obiettivo”.
In conclusione e proprio sulla base di quanto previsto per la formazione di nuove guardie volontarie, tutti i presenti hanno segnalato l’importanza e la gratitudine per i pescatori veri e propri, sottolineandone la fondamentale funzione a presidio dell’ambiente e della fauna ittica, nonché per la preziosa collaborazione che diversi gruppi di appassionati stanno fornendo alle istituzioni.


