Di Pubblicato il: 17 Dicembre 2025Categorie: Attualità

Il Lodigiano tra criticità storiche e investimenti attesi sul trasporto ferroviario

Immagine di repertorio

L’edizione 2025 di Pendolaria, il rapporto di Legambiente sullo stato del trasporto collettivo in Italia, dedica ancora ampio spazio alla Lombardia e, di riflesso, anche al Lodigiano, territorio fortemente dipendente dal servizio ferroviario per studio e lavoro.

La Lombardia si conferma la regione con la maggiore offerta di treni regionali e il più alto numero di viaggiatori, ma secondo Legambiente questa leadership non si traduce in una reale priorità politica per il trasporto collettivo. Il sistema resta sbilanciato a favore della mobilità privata, con ricadute evidenti anche per le linee che attraversano il Sud Milano e il Lodigiano.

Tra le situazioni più critiche viene nuovamente segnalata la linea Milano-Mortara-Alessandria, utilizzata ogni giorno da circa 19mila pendolari, molti dei quali provenienti o diretti verso il Lodigiano. Anche nel 2025 non sono mancati guasti, ritardi e cancellazioni, con disagi pesanti per chi utilizza il treno quotidianamente. Alla base del problema resta il mancato accordo istituzionale sul raddoppio dei binari nella tratta mancante, un intervento considerato strategico anche dai comitati locali.

Pendolaria evidenzia come questi disservizi abbiano conseguenze sociali rilevanti. In territori come il Lodigiano, il trasporto pubblico è spesso essenziale per accedere a lavoro, scuole e servizi. Quando il sistema non funziona in modo affidabile, aumenta il rischio di esclusione e di quella che Legambiente definisce “povertà mobilistica”, costringendo molte persone a sostenere i costi di un’auto privata.

Nel rapporto viene citato anche il caso della linea Milano-Pavia-Stradella, che interessa indirettamente i flussi pendolari del Lodigiano. Le modifiche d’orario introdotte per l’adeguamento della linea Milano-Genova hanno penalizzato studenti e lavoratori, con arrivi tardivi nelle città di studio e collegamenti meno attrattivi. Una situazione che, secondo Legambiente, rischia di allontanare le nuove generazioni dal trasporto collettivo.

Sul fronte degli investimenti, la Lombardia resta tra le regioni che stanziano più risorse, ma i numeri non sono considerati sufficienti rispetto ai volumi di passeggeri. Tra le opere ancora in attesa di finanziamento figura anche il raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova, infrastruttura centrale per il territorio lodigiano e per i collegamenti con il Sud della regione.

Il rapporto sottolinea infine come gran parte delle risorse continui a essere indirizzata verso strade e autostrade, mentre il trasporto ferroviario regionale fatica a fare il salto di qualità. Un limite che pesa in modo particolare su province come Lodi, dove il treno resta una scelta obbligata per migliaia di pendolari ogni giorno.