Confagricoltura MI-LO-MB al Meeting di Rimini: la voce dell’agricoltura protagonista in Europa

Un’Europa più coraggiosa, più ambiziosa e capace di risposte concrete. È questo il messaggio emerso dal Meeting di Rimini, dove Confagricoltura si è confermata unica tra le rappresentanze agricole a portare la propria visione e le proprie proposte in un confronto di alto livello politico ed economico.
Alla tavola rotonda “L’Europa, la grande incompiuta”, organizzata nello stand di Confagricoltura, si sono confrontati il Vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta e il Presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
A rappresentare Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza sono stati il Presidente Francesco Pacchiarini e il direttore Luciano Nieto, che hanno seguito i lavori con attenzione, partecipando anche alla cerimonia conclusiva del Meeting, che ha visto l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Al centro del dibattito, la necessità di una maggiore flessibilità del bilancio europeo per rispondere alle emergenze dei diversi comparti produttivi; la creazione di un mercato unico dell’energia, fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e ridurre i costi; la coesione politica e istituzionale dell’Europa, chiamata a recuperare lo spirito dei padri fondatori e a fornire risposte concrete ai cittadini; infine, il ruolo strategico dell’agricoltura, che rimane pilastro insostituibile per la sicurezza alimentare e per la produzione di energia sostenibile.
«La nostra speranza – ha sottolineato Pacchiarini – è che le richieste avanzate da Confagricoltura diventino realtà. Oggi più che mai serve un’Europa capace di dare risposte, di sostenere l’agricoltura e di garantire certezze a chi, con impegno quotidiano, produce il bene più essenziale: il cibo. Il Meeting di Rimini si conferma un’occasione di confronto straordinaria, capace di raccogliere esperienze, sensibilità e prospettive differenti. Per noi è fondamentale essere presenti in questi luoghi di dialogo: significa avere l’opportunità di far sentire la voce degli agricoltori, ma anche di ascoltare, comprendere e misurarsi con una visione più ampia, europea e internazionale. È da questo scambio che può nascere la forza necessaria per tradurre le idee e le richieste in decisioni concrete».


