Di Pubblicato il: 7 Marzo 2025Categorie: Attualità

A San Fereolo nasce il “Club delle Nonne”: vicinato solidale

Esperimento vincente per rinsaldare i rapporti sociali promosso dal progetto S.I.L.V.E.R. Ora il modello verrà sperimentato anche in altri quartieri e in altri paesi del territorio Una di loro era molto sola, anche perché faticava a muoversi. Le altre avevano qualche spazio di manovra in più, ma la loro vita sociale non era intensa. Attraverso il progetto S.I.L.V.E.R. si sono incontrate e adesso si vedono due volte la settimana, chiacchierano, si spostano grazie a una di loro che ancora guida, sono più serene.

E’ una storia normale ma anche speciale quella del gruppo di signore anziane che hanno creato una specie di “club delle nonne” in zona San Fereolo. Un gruppo informale, di vicine di casa che si sono scoperte e ora vanno d’amore e d’accordo. A metterle una sulla strada dell’altra è stata l’operatrice del progetto S.I.L.V.E.R., promosso da Azienda speciale Consortile Servizi Intercomunali in qualità di Ente capofila del Piano di Zona insieme a una serie di partner tra cui la Fondazione Comunitaria di Lodi e finanziato da Fondazione Cariplo.

Le “antenne” del quartiere, persone che vivono in zona e si rendono conto che ci sono dei bisogni e li segnalano, avevano parlato all’assistente sociale del progetto S.I.L.V.E.R. di questa signora di 95 anni che viveva da sola. L’operatrice ha scoperto che nella palazzina vicina a quella della signora abitava una “nonnina” un po’ più giovane e ha pensato di metterle in contatto. Poi si sono aggiunte altre due coetanee e quasi naturalmente è nato il gruppo. Adesso le signore si incontrano due volte alla settimana, ora a casa di una ora a casa dell’altra, talvolta vanno insieme a fare commissioni e attività e di certo si sentono più felici di prima.

Favorire la creazione di piccoli gruppi dettati dalla prossimità nello stesso quartiere è uno degli obiettivi raggiunti del progetto S.I.L.V.E.R., che mira a potenziare le occasioni di invecchiamento attivo e a individuare persone ultra 65enni con delle difficoltà minime, trovando risposte ai loro bisogni.

La più anziana di queste signore è come rinata grazie a un rapporto di amicizia speciale che la fa sentire attiva e benvoluta, mentre le altre hanno capito di poter ancora essere un supporto prezioso. In fondo non si tratta di nulla di complicato, visto che questo “club” ricorda da vicino le dinamiche di comunità che erano proprie di paesi e piccole città e che sono venute meno con la nostra vita moderna, che sembra isolare anche quando si è relativamente vicini sotto il profilo fisico.

Il modello di San Fereolo ha visto la luce grazie all’attenzione degli operatori del progetto S.I.L.V.E.R. e di certo si potrebbe replicare anche altrove. Tanto che le operatrici si stanno organizzando per capire se possono adottare questa tattica in altri quartieri e soprattutto nei piccoli paesi.

Il risultato positivo del “club delle nonne” rappresenta anche la dimostrazione di come in questo progetto siano importanti le segnalazioni che arrivano sia dagli operatori ufficiali legati ai servizi sociali, sia dalla cittadinanza.