11 Febbraio. Giorno del Ricordo: Lodi, all’archivio storico incontro con due lodigiani originari dell’area giulianio-istriana

foibe
In occasione del “Giorno del ricordo” l’Istituto Lodigiano per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ILSRECO), con il patrocinio del Comune di Lodi, offre un contributo alla memoria della tragedia delle foibe e del dramma dei profughi giulianodalmati, focalizzando l’attenzione su un importante documento che forse in questi anni non ha avuto l’attenzione che invece meriterebbe: si tratta della Relazione della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, istituita nell’ottobre 1993 su iniziativa dei ministeri degli Esteri dei due Paesi e composta da sette storici italiani e da sette storici sloveni. La Commissione e il suo lavoro di ricerca storica (durato 8 anni) costituiscono un originale, quanto raro, tentativo di una rilettura condivisa dei difficili rapporti sul confine orientale italiano a partire dall’ultimo ventennio dell’800 fino al 1956.
“Foibe ed esodo: un tentativo di memoria condivisa” è il titolo dell’incontro che si terrà sabato 11 febbraio presso l’Archivio Storico Comunale di via Fissiraga (inizio alle ore 16.00): all’introduzione da parte del professor Ercole Ongaro, direttore dell’Ilsreco, che esporrà i punti salienti della Relazione della Commissione mista italo-slovena, faranno seguito le testimonianze di due lodigiani, originari dell’area giuliano-istriana, Umberto Pipolo e Romano Parovel. Nato a Trieste nel 1931, Pipolo ha trascorso adolescenza e gioventù nel clima drammatico della occupazione nazista, poi dei quaranta giorni dell’occupazione jugoslava ed infine delle ondate di ritorno degli italiani dell’Istria. Nel 1962 si è trasferito per lavoro a Milano e dal 1963 vive nel Lodigiano, a Casalpusterlengo. Romano Parovel è invece nato nel 1934 a Capodistria, dove ha vissuto sino all’ottobre del 1953; dopo una tappa di un anno a Trieste, la famiglia si traferì a Milano, mentre lui iniziò la vita di ufficiale di macchina sul piroscafo “Toscana” che faceva rotta tra Trieste e Melbourne, portando soprattutto emigranti, tra cui molti giuliano-dalmati; dal 1959 vive con la famiglia a Tavazzano con Villavesco
«Una lettura condivisa della storia – esorta il professor Ongaro presentando l’incontro – è possibile soltanto se si è aperti a prendere in considerazione anche il “dolore degli altri”. Avere attenzione, rispetto e comprensione per l’altro, è la condizione primaria per avviare un dialogo fra le differenti memorie d’Europa che sia effettivamente libero da “usi pubblici” strumentali di storia e memoria»


