Lodigiano, cresce l’import-export

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I dati Istat riferiti al I trimestre 2017 sul commercio estero in provincia di Lodi mostrano variazioni in aumento rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, ma risultano ridimensionati rispetto al trimestre ottobre-dicembre 2016.
A livello locale le esportazioni, che ammontano a 695 milioni di euro, crescono dell’11% rispetto a un anno fa, ma risultano in diminuzione del 14% nel confronto con il IV trimestre 2016. Il dato regionale, pari a 29.099 milioni di euro, cresce del 9% a livello tendenziale e diminuisce dell’1% a livello congiunturale.
L’Europa, con un volume di 627 milioni di euro, si conferma il principale mercato di sbocco per le merci locali (90%), in incremento del 13% dal marzo 2016, ma in calo del 14% da dicembre.
Il dettaglio sui singoli paesi conferma il maggior flusso di esportazioni verso la Spagna (36%), in aumento tendenziale del 4%, verso la Francia (18%), con un 32% in più, e verso la Germania (9%), con +3%.
L’Asia, che acquista il 5% dei prodotti lodigiani, per un valore pari a 36 milioni di euro, compra l’8% in più rispetto a un anno fa ma il 24% in meno da dicembre. I maggiori partner commerciali sono: Emirati Arabi Uniti (15%) in aumento del 57%, Giappone (12%) in diminuzione del 14%, Singapore (11%) in riduzione del 17% e Cina (10%) in calo del 43%.
Nell’ambito della manifattura, che rappresenta il 99% dei prodotti esportati, la tipologia di prodotto prevalentemente venduta all’estero in termini di valore si conferma essere quella dei Computer, apparecchi elettronici ed ottici (33% del totale) in calo del 3%. Seguono, in ordine di importanza, le Sostanze e prodotti chimici (18%) in aumento del 3%, gli Apparecchi elettrici (13%), in aumento del 19% e i Prodotti alimentari, bevande e tabacco (2%), aumentati notevolmente: +145%.
Le importazioni, di 1.308 milioni di euro, risultano in crescita del 35% tendenziale e in diminuzione del 3% congiunturale. Le importazioni lombarde, pari a 31.327 milioni di euro, sono invece in aumento del 10% a livello tendenziale e del 7% congiunturale.
La quota di importazioni locali proveniente dall’Europa, pari 913 milioni di euro (il 70% del totale), sale del 26% tendenziale e del 3% congiunturale, mentre quella riferita ai paesi asiatici, pari a 375 milioni, la cui incidenza è pari al 29%, è in aumento del 55% tendenziale ma in calo del 17% congiunturale. Il dettaglio sui singoli paesi mette in luce che il 24% dei prodotti europei proviene dalla Germania, in risalita del 48%, il 21% dalla Francia, in aumento del 24%, l’11% dai Paesi Bassi, con un incremento dell’8% e il 9% dalla Spagna con un 5% in meno. Invece le merci asiatiche, provenienti per il 95% dalla Cina, risultano in aumento del 53%.
Riguardo ai prodotti importati si osserva un’incidenza del 27% sul totale di Computer, apparecchi elettronici ed ottici (in aumento del 29%), un 18% di Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+90%), un 16% di Prodotti alimentari, bevande e tabacco (in aumento del 5%), e un 13% di Sostanze e prodotti chimici (+3%).


