Racket prostituzione: irruzione dei Carabinieri in discoteca a Codogno

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I Carabinieri hanno deciso di denominarla operazione “Impero”, per l’alto tenore di vita ostentato dalle persone colpite dall’ordine di custodia cautelare per associazione a delinquere per sfruttamento della prostituzione emesso dal Procuratore capo della Repubblica di Ravenna. Le ragazze oltre ad essere costrette a dare ai loro protettori almeno il 50% dei guadagni, erano sottoposte ad una sorveglianza ossessiva con regole severissime. Chi non obbediva veniva colpita da un violenza inaudita.
Dopo due anni di indagini dei carabinieri, è stato finalmente dato un duro colpo ad un giro di prostituzione notevole, lungo la statale Adriatica. In manette una decina di persone, sequestrati beni per quasi un milione di euro.
Un’attività, ben strutturata che passa dalla pubblicazione di annunci online, dalla locazione di immobili appartenenti a imprenditori e professionisti di Milano Marittima e dintorni dove di consumano i rapporti sessuali, ma anche dal pagamento di canone per l’occupazione delle piazzole di sosta, a pianificati servizi per assicurare, di giorno e di notte in strada, lo svolgimento del meretricio.
Le ragazze, tutte rumene come i protettori, erano costrette a prostituirsi e a consegnare una buona parte se non tutti i loro incassi. Non c’era scusa che riuscisse a tenere le ragazze lontane dalla strada nemmeno per un giorno. Una di queste ragazze è stata costretta a prostituirsi pochi giorni dopo un intervento di appendicite, hanno spiegato gli inquirenti.
L’operazione “Impero” parte nella notte del 2 novembre scorso. I carabinieri hanno fatto irruzione all’interno di una discoteca di Codogno, quando all’interno del locale, preso in affitto per l’occasione, era in corso una festa gitana, con musica tradizionale, cibo e champagne. L’arrivo dei militari ha messo fine alla festa e sono scattate le manette per i primi cinque componenti della banda. Si tratta dei fratelli Zisu Robert Albano, 30 anni e Zisu Viorel, 28 anni, Petre Sorin Adrian, 28 anni, Mirzescu Adrian Luigi, 26 anni e Nicolae Catalin, 28 anni. Vengono anche sequestrate un’Audi A8 e una BMW X6, parcheggiate all’esterno del locale tra decine e decine di veicoli di lusso, tutti con targa romena.
In simultanea, i Carabinieri perquisiscono anche cinque abitazioni a Forlì, rintracciando Zisu Robert Ovidiu, 35 anni, e sottoponendo a sequestro, nelle case delle mogli degli indagati, denaro contante per decine di migliaia di euro e beni mobili tra cui una ptente vettura. A Cesenatico, finiscono agli arresti Vasileva Kameliya, 35enne bukgara, a capo del controllo delle piazzuole lungo l’Adriatica, già sottoposta a fermo all’inizio dell’estate insieme al suo compagno Charakarov Rumen, 35 anni, la sorella Vasileva Antoaneta, 33 anni, e il loro connazionale Iliev Svilen Genchov, 42 anni, per la violenta attività di estorsione ai danni delle “lucciole”.
I carabinieri hanno sequestrato anche un appartamento a Milano Marittima adibito a casa di prostituzione e concesso in affitto da un’imprenditrice del posto, anche lei indagata per favoreggiamento. Unico a non essere arrestato è Petre Sorin, 47 anni, il quale sarebbe latitante all’estero. Le indagini continuano.


