Di Pubblicato il: 11 Maggio 2016Categorie: Primo Piano

Padre, figlia e segretaria in manette per maxi frode ed estorsione

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antonio chievePrima vendeva i serramenti in nero, accettando dai suoi clienti solo contanti, poi li cercava per pretendere nuovamente il pagamento minacciando e, spesso, ottenendo decreti ingiuntivi nei loro confronti. La Guardia di Finanza di Crema, ha arrestato A.S. 57enne di Chieve, la figlia e la segretaria G.C. Inoltre sono altre quindici sono le persone risultano indagate. antonio chieve

Agli arrestati vengono contestate l’associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, l’evasione fiscale e l’attribuzione fittizia della titolarità di beni. A.S., titolare in passato di una ditta di serramenti per la quale non ha mai versato le imposte, aveva ideato ed organizzato, in concorso con il suo avvocato di Crema, anch’egli accusato per associazione a delinquere, “un semplice ed efficace sistema estorsivo con il quale ottenere, da centinaia di suoi vecchi clienti, di essere pagato più volte per la stessa fornitura di infissi e porte”. antonio chieve

I militari della Finanza hanno spiegato che “il meccanismo era semplice, quanto subdolo: dieci anni dopo la cessazione dell’attività artigianale, per la quale ha anche accumulato un debito erariale di oltre 600 mila euro, l’imprenditore ha cominciato a sollecitare ai vecchi clienti il pagamento di fatture mai emesse e per le quali aveva peraltro già ottenuto il pagamento, giungendo persino a gonfiarne gli importi. Contava sul fatto che, a distanza di dieci anni – periodo oltre il quale gli istituti di credito non conservano più la documentazione delle operazioni bancarie – e, soprattutto, a causa dell’utilizzo di somme in contanti, i clienti non fossero in grado di dimostrare di aver già pagato i serramenti acquistati. Nei confronti di coloro che si rifiutavano di pagare l’artigiano, giungeva anche a richiedere ai Tribunali l’emissione di un decreto ingiuntivo che gli dava il diritto di pignorarne i beni personali”. antonio chieve

I finanzieri di Crema hanno ricostruito un centinaio di casi avviati a partire dal 1996.  «Col frutto dell’evasione fiscale – dal 2009 i redditi dichiarati sono stati praticamente nulli – e delle estorsioni l’uomo ha acquistato dal 1990 ad oggi ben 81 immobili e 9 terreni nelle province di Cremona, Brescia, Bergamo, Lodi ed un posto barca in un porto privato nella provincia di Udine; beni che negli ultimi anni faceva continuamente passare di mano tra diverse società, anche estere e prestanome, giungendo a concentrare 58 di questi immobili in capo a una società lussemburghese allo scopo di nasconderne la proprietà.Il gip presso il Tribunale di Cremona ha ora disposto il sequestro “per sproporzione” di immobili, terreni, un posto barca, 16 autoveicoli, 7 motoveicoli, 2 rimorchi, oltre a delle quote societarie di 13 società, per un valore complessivo stimato di almeno 8 milioni, più il saldo dei conti correnti e dei rapporti finanziari riconducibili ai tre indagati. Attraverso quattro rogatorie internazionali, sono stati sottoposti a sequestro, da parte delle competenti autorità estere, le disponibilità trasferite in Francia, Lussemburgo, Svizzera e San Marino. antonio chieve