Lavoro come riabilitazione per i detenuti

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Si è svolto ieri il seminario organizzato dalla Commissioni Speciale Carceri e dal Comitato paritetico di controllo e valutazione delle leggi, sul tema delle politiche per il reinserimento degli ex detenuti nella società.
Fra le sperimentazioni presentate, il programma governativo degli USA condotto sulla base della legge conosciuta come “Second Chance Act”. L’analisi del programma è stata condotta secondo il classico metodo sperimentale (campioni costituiti casualmente, gruppo sperimentale e gruppo di controllo, su cui non vengono attuate le politiche) ed ha verificato che, nel gruppo oggetto della sperimentazione, il 13% in più dei detenuti ha ottenuto un lavoro stabile ed ha potuto smettere di delinquere. I benefici di una tale politica sono stati quantificati con il coefficiente di 3.8, vale a dire che ogni dollaro speso per il programma ne ha fruttati 3.8 in termini di benefici per la collettività (in termini di minori meno ai cittadini e minori spese giudiziarie, tanto per fare qualche per esempio).
Fra i dati “panoramici” evidenziati nel seminario, il tasso di affollamento nelle carceri, preoccupante in Lombardia (+30) anche rispetto alla media nazionale (+10%) e la presenza di stranieri fra i detenuti: il 57% in Lombardia (contro il 32% della media nazionale).


