Di Pubblicato il: 20 Novembre 2014Categorie: Attualità

Stop al consumo di suolo. Foroni: «Legge strategica per il futuro del territorio». Pedrazzini: «Basta speculazione edilizia»

Disincentivi al consumo di suolo, incentivi per la rigenerazione urbana e per il recupero delle aree dismesse, nuovi strumenti per il riallineamento delle previsioni urbanistiche locali ai reali fabbisogni. Sono questi i tre obiettivi principali del provvedimento per il contenimento del consumo di suolo approvato stasera poco dopole 23,30  in Consiglio regionale con 41 voti favorevoli e 27 contrari: grazie all’approvazione di questa legge, con effetto immediato non sarà più possibile autorizzare varianti su suolo agricolo.
“Il Consiglio regionale ha affrontato in questi due giorni un lungo lavoro di elaborazione per arrivare ad approvare una legge contro la riduzione del consumo di suolo in Lombardia – ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo -. Dopo oltre 20 ore di lavoro si è ottenuto un risultato condiviso, frutto di impegno comune che ha visto coinvolte le forze di maggioranza e opposizione. Il dibattito ha avuto anche toni accesi, finanche aspri, ma alla fine è prevalsa la logica del confronto e del buon senso”.

La legge approvata si compone di 6 articoli. Nel testo viene previsto uno stop graduale al consumo di suolo per non rimettere in discussione i Pgt approvati dai Comuni, introducendo il concetto di bilancio ecologico del suolo (Bes) per stabilire la soglia di consumo zero. Non potranno più essere autorizzate nuove varianti su terreni agricoli, anche se nel frattempo per 30 mesi saranno salvaguardati “i progetti in essere“, destinati poi a decadere con due sole deroghe ammesse: quella per l’ampliamento delle attività economiche esistenti e quella per le opere previste nell’ambito di accordi di programma di valenza regionale.

I criteri per misurare il consumo del suolo saranno determinati dal Piano Territoriale Regionale (PTR) e il consumo di suolo potrà essere autorizzato solo se verrà dimostrata, nei PGT comunali, l’impossibilità tecnica ed economica a riqualificare aree già edificate. Per incentivare i Comuni alla rigenerazione urbana, la legge punta alla concessione di finanziamenti regionali con semplificazione procedurale, senza oneri a carico dei bilanci comunali.

“L’entrata in vigore della legge produrrà sostanziali cambiamenti – spiega il consigliere regionale Pietro Foroni (LN) – da subito saranno impedite varianti urbanistiche sui terreni agricoli ed entro due anni saranno determinate soglie massime di consumo di suolo che dovranno essere obbligatoriamente recepite dai rispettivi PGT territoriali. Questo apporterà una drastica riduzione delle previsioni edificatorie. La nuova legge regionale contiene anche misure incentivanti per il recupero delle aree urbane e forti disincentivi per gli interventi che trasformano suolo non urbanizzato”.

“Si tratta di una legge strategica per il futuro della nostra regione – conclude Foroni – che in modo equilibrato ma efficace persegue l’obiettivo di raggiungere un consumo di suolo pari a zero ma nello stesso tempo, all’interno di regole chiare e precise, tutela l’autonomia dei Comuni e le legittime aspettative dei cittadini in un settore, come quello edilizio, che si trova drammaticamente in ginocchio per la profonda crisi che lo coinvolge. Dal giorno stesso in cui la legge entrerà in vigore non sarà più possibile consumare nuovo suolo agricolo sul nostro territorio, al contempo, saranno incentivate le riqualificazioni urbanistiche e tutelati gli interessi dei singoli Comuni”.

«Questa legge –ha dichiarato il consigliere Claudio PEdrazzini (FI) Pedrazzini – favorirà inoltre il recupero e la riqualificazione delle aree in cui il suolo è già stato consumato ma che al momento non vengono valorizzate adeguatamente. La  nostra imprenditoria edile non deve dunque preoccuparsi perché avrà l’opportunità di impegnarsi sulla riqualificazione del territorio e su progetti validi e sostenibili. Nessun metro quadrato di verde dovrà più essere sprecato. A chi si illude che sarà ancora possibile riempire il territorio di dissennate colate di cemento, consigliamo di volgere lo sguardo a Regioni dove le leggi sono più permissive. Per loro qui non c’è più posto».