Assegni sociali percepiti indebitamente da stranieri, la GdF scopre due casi nel Lodigiano

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Nei giorni scorsi, si è conclusa l’operazione “Assegni Sociali 2”, promossa e avviata nel 2013 dal “Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie” della Guardia di Finanza che, grazie a una preventiva analisi di dati, ha consentito l’individuazione sul territorio nazionale di 325 persone che hanno beneficiato, senza averne i requisiti, di 4,5 milioni di euro erogati dall’INPS.
L’assegno sociale riveste carattere di prestazione assistenziale che prescinde dal pagamento di contributi e spetta ai cittadini italiani, comunitari (iscritti all’anagrafe comunale), extracomunitari (con regolare permesso di soggiorno), nonché rifugiati politici e apolidi che abbiano compiuto 65 anni di età, siano residenti effettivamente e abitualmente in Italia e versino in particolari condizioni economiche (personali e del coniuge).
Dal 1 gennaio 2009, è richiesto, inoltre, che i beneficiari abbiano soggiornato – legalmente e in via continuativa – per almeno 10 anni nel territorio nazionale.
Il progetto è stato elaborato per contrastare un fenomeno che vede soggetti extracomunitari di età avanzata migrare nel territorio italiano (per esempio, mediante il ricongiungimento a familiari già stabilmente in Italia) per il tempo strettamente necessario ad ottenere la residenza e a richiedere l’erogazione del sussidio. Successivamente, gli stessi, ottenuta l’erogazione, fanno ritorno nel Paese di origine e delegano un familiare al ritiro dell’assegno sociale oppure lo ricevono direttamente bonificato su un conto corrente o postale.
Il progetto nazionale, elaborato a livello centrale, ha coinvolto i Reparti della Guardia di Finanza di 75 province e si è protratto nell’arco 2013/2014.
Riscontrate le irregolarità, sono stati denunciati i fatti ai locali uffici previdenziali che hanno così potuto bloccare le erogazioni e procedere al recupero di quanto già indebitamente corrisposto.
In questo ambito, la Guardia di Finanza di Lodi ha individuato due soggetti percettori di circa 600 euro mensili per alcuni anni.
In un caso, una donna di origine marocchina, che era stata residente in Casalpusterlengo, aveva delegato il figlio alla riscossione. Dagli accertamenti, la donna è risultata irreperibile dal 2011, perdendo così il requisito della dimora effettiva e abituale; nel frattempo, aveva ricevuto indebitamente una somma totale di circa 18.500 euro.
Nell’altro caso, una donna rumena ha avuto residenza stabile in Pieve Fissiraga fino al 2012, poi ha fatto rientro in Romania, dove è deceduta nello stesso anno. L’assegno sociale, tuttavia, continuava ad essere riscosso dalla nuora mediante prelievo dal libretto postale cointestato. Le somme indebitamente percepite ammontano a circa 6.000 euro.
In questi casi, le irregolarità sono state comunicate all’INPS affinchè proceda non solo al blocco delle erogazioni, ma anche al recupero delle somme percepite indebitamente, per un complessivo di circa 24.500 euro. Il pagamento deve avvenire entro 30 gg dalla notifica, ovvero, su richiesta delle parti, dilazionate con pagamenti rateali.


