Di Pubblicato il: 14 Aprile 2014Categorie: Primo Piano

Emergenza profughi. Prefetto: «Dai sindaci nessuna risposta. Gestire insieme situazione, oppure rischio essere gestiti dalla situazione»

prefetto e vice

Da sinistra il Prefetto, Antonio Corona e il vicario Mariano Savastano

Milleduecento euro al giorno. E’ quanto costano alla collettività i 40 “profughi” senegalesi ospitati nel solo Lodigiano. Arrivati il 20 marzo, sarà garantito loro vitto e alloggio almeno fino al 30 giugno. Sono 75 le Prefetture su tutto il territorio nazionale a cui sono stati affidati ognuna 40 cittadini stranieri arrivati dalle coste del Nordafrica. E proprio in questi giorni altri 50 per ogni Prefettura, esclusa Lodi da questo giro, sono in attesa di essere collocati al meglio.

Ad oggi i 40 profughi del Lodigiano sono ospitati al Laus Residence  di Lodi Vecchio. “Sarebbe stato meglio suddividerli, magari di 10 in 10, in altri Comuni – ha fatto sapere il prefetto, Antonio Corona – purtroppo però nessuna amministrazione ha risposto all’appello, e nemmeno altre strutture”.

“Questa volta non ci sono stati attribuiti altri cittadini stranieri, ma non è detto che in un futuro anche a breve termine, non dovremo ospitarne ancora. – Ha aggiunto il prefetto – Non possiamo e non sappiamo dire quanto durerà questa situazione, ma bisogna comprendere che, o gestiamo insieme la situazione, oppure rischiamo di essere gestiti dalla situazione”.

“Non si tratta di flussi programmati, ma di persone che arrivano e basta. Comprendo le preoccupazioni, ma così non si risolve il problema. Occorre fare un salto di mentalità. E’ un appello, non solo ai sindaci, ma all’intera comunità lodigiana”.

Al momento, mentre la struttura alberghiera di Lodi Vecchio garantisce alloggio e prima colazione, la Caritas si occupa del vitto e di alcuni servizi di integrazione.

Corona ha inoltre fatto sapere che è stata stipulata una convenzione (consultabile sul sito della prefettura) che per la prima volta consente di “spacchettare” il vitto, l’alloggio e i servizi per l’integrazione. Un modello che dovrebbe permettere di aumentare le possibilità di accoglienza. Qualunque struttura (alberghiera o comunque in grado di accogliere), potrà fornire solo il vitto, oppure solo l’alloggio, oppure solo i servizi per l’accoglienza, senza escludere però la possibilità di fornire tutte tre le cose.

Non resta che attendere la risposta del Lodigiano.