Di Pubblicato il: 27 Novembre 2013Categorie: Primo Piano

“Modello ICR”. Sindacati e operai vogliono capire. Primavera Lodigiana interrogazione in Comune. Capezzera: «Lavoratori presi in giro»

ICR Boffalora

Lodi – In seguito al progetto di ampliamento, in vista anche a nuove presunte commesse, all’ICR (nota società lodigiana operante nei profumi) erano previste: qualche nuova assunzione e, soprattutto, l’eliminazione della precarietà di numerosi lavoratori. Ma del cantiere per l’ampliamento, nonostante siano ormai passati alcuni mesi, ancora non ci sono notizie e nulla è ancora iniziato. Per questo un centinaio di lavoratori delle cooperative, assieme alle sigle sindacali, vogliono vederci chiaro e capire quali siano le prospettive per il futuro, quali intenzioni abbia in serbo l’azienda. Per martedì 3 dicembre, infatti, è stato indetto uno sciopero con un presidio davanti ai cancelli a partire dal mattino.

Proprio in virtù dell’ampliamento l’azienda ha ottenuto nel corso degli ultimi mesi uno scomputo degli oneri di urbanizzazione per 1.100.000 euro, oltre al permesso di costruire (su un’area all’interno del Parco Adda Sud), giunto dopo un complicato iter che ha coinvolto enti locali e regione. Un forte “sconto” all’impresa che il Comune di Lodi aveva consentito per favorire, in un periodo di profonda crisi, il lavoro sul territorio. Un intento nobile, tanto da essere diventato un baluardo della scorsa campagna elettorale per le amministrative, più comunemente noto come “modello ICR”. Per ora, testimoniano i lavoratori stessi, nulla di concreto.

L’ex assessore Nancy Capezzera (Fratelli d’Italia)

Erano state inoltre realizzate dalla Provincia di Lodi infrastrutture, di sicura funzionalità per la collettività, ma anche di “servizio” per i lavoratori ICR: cioè il tratto di pista ciclabile (che funge strategico e di sicurezza) tra Boffalora e l’ingresso di Lodi, oltre alla messa in sicurezza di alcuni punti di accesso lungo la provinciale stessa. Si era ipotizzata anche una rotatoria, mai realizzata, proprio per completezza della riqualificazione e messa in sicurezza di questo pericoloso tratto di provinciale a ridosso dello stabilimento, risolvendo anche le criticità di accesso allo stesso, ipotizzando una nuova fermata di trasporto pubblico in sicurezza. Ed è proprio l’ex assessore alla partita, Nancy Capezzera (portavoce prov. FDI), che interviene dura sulla questione: «E’ stata fatta una variante importante per consentire l’intervento anche all’interno del Parco Adda Sud, si è favorita la proprietà con l’abbattimento degli oneri di urbanizzazione da parte del Comune di Lodi, ma i risultati sono questi. E’ la dimostrazione di come si muove la solita politica, che ha favorito qualcuno a discapito di molti. Si sono date false aspettative, false speranze, togliendo risorse pubbliche utili a realizzare nuove e sicure opere. I lavoratori sono stati presi in giro. Inoltre, è una vergogna per chi si finge di “sinistra” avvallare la logica delle cooperative che sfruttano le persone e che poi sono gli stessi che hanno tanto decantato il “modello ICR”. Un modus operandi oramai troppo noto di alcuni Amministratori che negli ultimi 20 anni hanno svenduto e distrutto dal punto di vista produttivo il Lodigiano, spiace essere stata profetica da tempo su questa vicenda. I lavoratori, così come i Sindacati, ci troveranno dalla loro parte».

 Ma la questione, approda anche in Consiglio Comunale, attraverso un’interrogazione firmata da “Primavera Lodigiana – Tadi Sindaco”, nella quale si chiede all’amministrazione di voler fare chiarezza in merito. Nel testo si legge: “(…) nell’accordo per l’ampliamento siglato nell’estate 2012 tra l’azienda e il Comune, quest’ultimo ha rinunciato ad introitare 1.100.000 euro di oneri di urbanizzazione come “standard di qualità” dovuto per la realizzazione di tale intervento trasformandolo in un “contributo sociale” consistente nella stabilizzazione di centinaia di posti di lavoro; (…) il Sindaco Uggetti ha fatto ampio riferimento al “modello Icr” come esempio virtuoso di ciò che l’amministrazione può fare di concreto per quanto riguarda il lavoro.” Sulla base delle considerazioni, il gruppo di opposizione chiede se “nell’ambito di tale accordo siano previste delle penali che l’azienda ICR dovrà riconoscere all’Amministrazione Comunale in caso di mancato mantenimento dell’onere di stabilizzazione dei posti di lavoro; se a prescindere dalla previsione di una penale, in caso di licenziamento dei 100 lavoratori, ICR dovrebbe rifondere il Comune almeno per euro 1.100.000 (…)”

Sergio Tadi e Francesco Milanesi (Primavera Lodigiana)