Di Pubblicato il: 25 Ottobre 2013Categorie: Primo Piano

Liste elettorali false, indagine partita dal Lodigiano: due arresti e tre denunce

nestola di legge

Falsa formazione di atti elettorali continuata in concorso. E’ questa l’accusa dalla quale si dovranno difendere i due arrestati ed i tre denunciati a piede libero che durante la passata tornata elettorale per le elezioni politiche si sarebbero resi autori della produzione di liste elettorali completamente false. Ai domiciliari sono finiti L.M. 37enne, insegnate di scienze, lodigiano residente a Milano, nonché consigliere comunale in un comune della provincia di Bergamo, e M.M. 45enne, giornalista, residente a Monza e consigliere comunale in un paese in provincia di Como. L.M., inoltre, “è un professionista della firma falsa”, hanno dichiarato gli agenti delle questura, “già negli anni passati si era reso protagonista di fatti analoghi”. I tre indagati a piede libero, invece, sono due donne: M.P 47enne e N.L. 49enne, rispettivamente residenti a Milano e ad Asti, e un uomo: R.D. 42enne residente a Milano.

L’indagine, svolta dalla sinergia fra Polizia e Carabinieri, nasce dalle segnalazioni di alcuni piccoli comuni lodigiani, tra cui quello di Cavenago d’Adda, il primo a porre all’attenzione dei militari della locale stazione alcuni sospetti nelle liste presentate all’ufficio elettorale. Le liste presentavano, infatti, grossolane contraffazioni ed anomalie quali ad esempio firme evidentemente con la stessa grafia, oppure di persone decedute oppure in un caso anche di un parente di un carabiniere che non ha mai sottoscritto nessuna lista.

In seguito le indagini avevano portato gli inquirenti in un ufficio a Milano e dalla perquisizione erano venuti alla luce tutti i materiali per la contraffazione delle liste elettorali, compresi ben 83 timbri falsi di altrettanti giudici di pace, cariche comunali o istituzionali, utili per la certificazione delle sottoscrizioni. Un “pacchetto” quindi tutto falso per poter presentare le liste alle elezioni politiche e regionali di alcuni partiti, i cui vertici sono risultati estranei ai fatti. Il principale partito che ha interessato il lodigiano per la circoscrizione “Lombardia 3” è stato, come noto, “La Destra” di Storace (500 firme) ed altri due movimenti minori. La lista è stata bloccata in tempo prima della convalida ufficiale, così come a Brescia è stata bloccata la lista del “Partito dei pirati” e a Milano quella dei “Riformisti Italiani per Stefania Craxi”.

Il gruppo operava in più parti d’Italia e con liste di diversi movimenti politici: fra i materiali sequestrati, infatti, anche timbri e documenti non solo per la Lombardia, ma anche per Lazio, Molise (regioni interessate dalle ultime elezioni) e Liguria. Le forze dell’ordine rendono noto che si tratta della prima volta che vengono adottati dei provvedimenti cautelari per questo di tipo di reato.