Lodi. Caso Pizzocolo: spunta una seconda vittima. 19enne ritrovata nuda, sempre a San Martino. Qui il VIDEO appello del procuratore

Pizzocolo bis

Il procurato di Lodi, Vincenzo Russo. Nel riquadro Andrea Pizzocolo
Lodi – E’ stata confermata dal GIP una nuova misura cautelare a carico di Andrea Pizzocolo, l’uomo accusato della brutale uccisione a luci rosse della giovane romena Lavinia Simona Ailoaiei. Dopo l’omicidio le indagini sono proseguite a ritmo serrato, non escludendo, secondo gli investigatori, che l’uomo possa essersi reso autore di altri delitti o episodi analoghi. GUARDA IL VIDEO con l’appello del procuratore.
E’ stato illustrato proprio oggi in Questura, il caso di una seconda vittima (ma precedente in ordine cronologico) del ragioniere di Arese. Nella notte tra il 7 e l’8 agosto infatti, circa un mese prima del ritrovamento del cadavere di Lavinia, un’altra prostituta romena ha dovuto subire le violenze di Pizzocolo, ma fortunatamente è riuscita a scappare.
Gabriela Cazan, 19 anni, è rimasta sotto sequestro e costretta a violenze per diverse ore. Secondo il racconto della ragazza è il pomeriggio del 7 agosto quando si incontra con Pizzocolo a Milano, dove lei abita, poi si dirigono assieme con la macchina di lui ad un motel non ben precisato, di cui non ha saputo fornirne la località. Una volta nella stanza Pizzocolo le avrebbe chiesto di vedere un film porno ma, al rifiuto di lei, inizia a malmenarla, prendendola a pugni e schiaffi, insultandola. La ragazza vorrebbe lasciare la camera, ma l’uomo la picchia di nuovo e, ancora nuda, le lega i polsi e le caviglie con delle fascette da elettricista (come quelle trovate attorno al collo di Lavinia) e la carica, avvolta in un lenzuolo, sul retro della sua Hunday bianca. Inizia un ulteriore calvario per la 19enne: per oltre quattro ore l’aguzzino vaga, di tanto in tanto si ferma, la picchia, la insulta, la minaccia, sopratutto quando lei tenta di recuperare il cellulare che le era stato sottratto assieme ad altri effetti personali.

Il nastro da bondage, con cui era legata la 19enne, ritrovato dalla Polizia nei campi a San Martino
Anche in questo caso il “ragioniere a luci rosse” arriva fino a San Martino in Strada. Ed è qui che per qualche motivo, il baule si apre e la ragazza rotola fuori dalla vettura in corsa. Tramortita ma cosciente, riesce a trascinarsi via. Siamo a poca distanza dal luogo del ritrovamento del corpo di Lavinia. Lui se ne accorge, si ferma, però decide di non inseguirla, la lascia andare.
E’ già notte quando un ragazzo di passaggio in auto la vede sbucare da una strada di campagna. Seppur intimorito alla vista di una ragazza nuda, legata mani e piedi e con un lungo nastro nero avvolto attorno al collo, si ferma, la soccorre e le dice di aspettarlo pochi minuti che sarebbe andato a casa a prenderle dei vestiti. Poco dopo, quando il ragazzo torna, c’è già un altro gruppo di giovani che si era fermato per aiutarla. Poi la 19enne chiede di essere portata a casa a Milano, dove successivamente denuncerà l’accaduto ai Carabinieri.
Un mese circa dopo, in seguito al ritrovamento del corpo della connazionale e degli appelli sui media da parte degli inquirenti, Gabriela decide di contattare la Questura di Lodi, dove è stata ascoltata per due volte. Anche i ragazzi, hanno testimoniato l’accaduto ed, inoltre la Polizia ha ritrovato sul posto il nastro nero da bondage che le aveva avvolto attorno al collo Pizzocolo, come quello rinvenuto anche nella sua abitazione.

I segni delle fascette ancora sui polsi della ragazza
Si aggrava ulteriormente la posizione del ragioniere di Arese, già accusato di omicidio premeditato, che ora dovrà rispondere anche di sequestro di persona, violenza e rapina. Le indagini intanto proseguono a ritmo serrato: sono dieci (su 70 circa) le “lucciole” identificate, tutte straniere, che verranno ascoltate nei prossimi giorni e che potrebbero portare alla luce altri inquietanti casi.


