Lettere al Direttore – Manovra orientata ad “accontentare le pressanti richieste dell’Europa”

mario-monti
Voi credevate che avrebbero avviato una seria caccia agli sprechi e ai grandi evasori, invece… mentre gli altri le tasse le tagliano o non le aumentano, da noi viene imposto un eccessivo inasprimento fiscale e tagli di spesa drammatici; queste sono misure che servono solo a regalare euro da bruciare nel falò dello spread.
Ebbene, cari italiani, ecco a voi (anzi ecco a noi!!) la solita stangata di tasse, un po’ di macabra ironia, due lacrime (che non guastano mai per mostrare il “volto umano” dei coccodrilli) e una vagonata di ipocrisia; ma di novità i professori non ne hanno partorite, se escludiamo il “colpo di scena del capocomico” che ha rinunciato a “uno” stipendio.
Come previsto, quelli che dovevano farci vedere “come si governa l’economia”… “come si rilancia il Paese”.. come si fa “rigore ed equità”… dal loro sdrucito “cappello” non sono stati capaci di estrarre altro che tasse!
Niente tagli alla politica…vedremo, faremo …
Niente riduzione del debito…ma non era quello il problema dei problemi?
Niente patrimoniale sulle grandi fortune…altrimenti scappano!
Niente riforma del mercato del lavoro…anzi un bel po’ di gesso con l’allungamento dell’età pensionabile.
Niente incentivi seri per l’economia…giusto un regalino a Marcegaglia & co sull’Irap…(subito compensata con un bell’aumento dei ticket sanitari)
Niente sostegno ai consumi…anzi una bella mazzata al potere d’acquisto e in prospettiva pure l’aumento dell’Iva …
E dulcis in fundo: niente adeguamento all’inflazione delle pensioni, ici quasi raddoppiata sulla prima casa e una pioggia di tasse e balzelli vari.
L’impressione è che si tratti di una manovra più orientata ad “accontentare le pressanti richieste dell’Europa”, piuttosto che a creare solidi presupposti per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in Italia. Insomma si vede che è una manovra concepita più per sanare i conti che per lo sviluppo, e questo preoccupa perchè è esattamente l’opposto di quello che invece servirebbe.
Dalle tasse dovrebbero arrivare i 2/3 circa delle entrate previste, il che significa che la crisi la pagheranno gli italiani, senza ricevere nulla in cambio. Non ci sarà alcuna “redistribuzione della ricchezza”, men che meno “equità”, il rischio semmai è quello di un impoverimento generale. Una manovra che appare recessiva.
Forse Giuliano Amato e Vincenzo Visco sono stati solo dei dilettanti. Ora sappiamo che si può fare peggio, vero Presidente Napolitano?
No, non erano necessari i professori servi di Bruxelles: dire sì all’Ici sulla prima casa è uno schiaffo a tutti coloro che hanno votato PdL. Si colpisce chi ha un reddito fisso e i pensionati; porterà alla recessione perchè contiene soltanto aumenti di pressione fiscale, vergognosi come quello sulla prima casa, che vanno a colpire il ceto medio, vale a dire la parte sana e produttiva dell’Italia che consente la stabilità sociale. Che fine hanno fatto gli “indignatì”, dove è finita la Confindustria che si appellava al governo e gridava ‘fate prestò riferendosi alle misure per la crescita? Non è stato previsto nulla in tema di sviluppo. E non mi pare ci sia stato un intervento straordinario per lottare contro l’evasione fiscale, come tutti si aspettavano. Si vada al voto e subito, come in Spagna, tenendo conto che questa classe politica è fatta da inetti, fatta eccezione per qualcuno.
Giuseppe Sagliocco
Componente direttivo cittadino Pdl – Lodi


