Di Pubblicato il: 19 Settembre 2026Categorie: Appuntamenti e Cultura

Lodi, fotografia e giovani: al via laboratori e corsi con Beat of the Neet

Lodi, 19 settembre 2026 – Un’immagine cristallizza l’attimo, il sentimento, talvolta le paure. Per questo può apparire più efficace di tante parole. Colpisce a tutte le età, ma suscita un fascino speciale sui giovani, che hanno una vita piena di video, scatti, selfie.

Lo sanno bene i coordinatori del progetto Beat of the Neet, che vede come capofila la Cooperativa Famiglia Nuova e che vuole sostenere i Neet del Lodigiano, ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che risultano disoccupati perché non sono inseriti nel mondo del lavoro e non stanno seguendo corsi di formazione. Per questo hanno deciso di lanciare un percorso di laboratori e formazione nel settore della fotografia. A promuoverlo sono due partner del progetto: il Cpia di Lodi e Aedo Società Cooperativa Impresa Sociale, che coordina le attività fotografiche, realizzate in collaborazione con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine.

A partire dal 22 settembre allestiranno delle mostre fotografiche sui cancelli della nuova sede del Cpia (in via Vignati, 1, sopra l’Istituto Cazzulani). Si comincerà nel pomeriggio, alle 15, con un laboratorio per l’allestimento pratico della prima esposizione. Parteciperanno i ragazzi che hanno già cominciato a collaborare con Aedo, ma l’appuntamento è aperto a tutti coloro che vorranno intervenire. L’allestimento sarà anche un primo momento di incontro con i ragazzi e di avvicinamento al mondo della fotografia, al Festival della Fotografia Etica e al suo Circuito OFF.

Le immagini di una delle mostre sono del fotografo Davide Ferella, che presenta uno sguardo sul riscatto giovanile attraverso la boxe e racconta la storia della palestra di boxe nata nel quartiere Pilota di Sant’Angelo Lodigiano, un vero avamposto di legalità e speranza fortemente voluto da Andrea Pezzino e Daniele Melis.

Accanto al progetto di Davide Ferella saranno esposti anche tre lavori realizzati dagli studenti di Asfol Casalpusterlengo, coordinati da Simone Gavardi. Tra questi, «Dietro il Silenzio» affronta il tema della depressione e del disagio giovanile. La mostra da forma al silenzio, al peso delle responsabilità e al caos interiore dei ragazzi, raccontando la necessità di rompere l’isolamento e far emergere ciò che si tiene dentro.

La scelta dei progetti esposti mette al centro i giovani, attraverso immagini realizzate da ragazzi o dedicate alle loro esperienze e ai temi che li riguardano da vicino. Anche il luogo dell’esposizione è significativo: le cancellate del Cpia si affacciano sul viale che collega la stazione al centro della città, un’area attraversata ogni giorno da molti giovani, anche provenienti dai comuni del territorio. Portare la fotografia in questo spazio significa quindi provare a intercettare nuovi ragazzi a partire da contenuti vicini al loro mondo e offrire un primo accesso alle successive attività del progetto.

Oltre alle mostre, che sono inserite nel circuito off del Festival della Fotografia Etica di Lodi, sono previsti anche due momenti di formazione: un corso di italiano specialistico di 10 ore a partire da ottobre, tenuto dal Cpia e dedicato al lessico specifico della fotografia e poi un corso di fotografia da 20 ore che fornisce i primi rudimenti di fotografia, coordinato da Aedo e realizzato in collaborazione con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, in partenza da novembre.

«Laboratori e corsi ci sembrano una proposta interessante per i ragazzi perché l’allestimento esterno è una cosa pratica, che non richiede competenze complesse e anche perché le fotografie riguardano moltissimo la nostra utenza – spiega Manuela Bertuletti, referente del progetto Beat of the Neet per il Cpia -. Il fatto di allestire la mostra in uno spazio di passaggio tra la stazione e il centro ci è parso anche l’occasione giusta per intercettare i ragazzi che si ritrovano nell’area. Quanto al corso di fotografia, intende offrire indicazioni ai giovanissimi che spesso usano il telefono e fanno foto ma non sanno come procedere, né tecnicamente, né sotto il profilo legale».

Ai laboratori per l’allestimento delle mostre e ai corsi parteciperanno alcuni ragazzi già coinvolti dal progetto Beat of The Neet, ma è ancora possibile aderire. Tutte le persone si possono iscrivere mandando una email all’indirizzo neet@cpialodi.it.