Di Pubblicato il: 3 Luglio 2026Categorie: Politica

Baffi: «Nuovo Piano Cave della Provincia di Lodi approvato in Consiglio regionale definisce un punto di equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale»

«Con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale – AVVENUTO ALL’UNANIMITÀ – il nuovo Piano Cave della Provincia di Lodi diventa lo strumento di riferimento per programmare l’attività estrattiva del territorio, coniugando le esigenze produttive con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della fruizione pubblica delle aree di maggior pregio naturalistico. Si tratta di un Piano che ricerca un equilibrio concreto tra la prosecuzione delle attività estrattive e la salvaguardia del patrimonio ambientale del Lodigiano.

Le cave della nostra provincia sono concentrate prevalentemente lungo i corsi dell’Adda e del Lambro, aree di straordinario valore paesaggistico e naturalistico: per questo era necessario uno strumento capace di garantire continuità alle attività produttive senza rinunciare a criteri rigorosi di sostenibilità ambientale.

Il Piano, la cui prima elaborazione da parte della Provincia di Lodi risale al 2023 e che è stato definitivamente adottato nel 2024 per poi essere integrato dalla Giunta regionale, rappresenta inoltre il primo Piano Cave della provincia di Lodi sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), introducendo un livello di approfondimento ambientale mai previsto nei precedenti strumenti di pianificazione.

Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione di un Piano che affronta con equilibrio un tema complesso, fondando le proprie scelte su valutazioni tecniche, ambientali e produttive. È un provvedimento che guarda al futuro del territorio lodigiano con responsabilità, garantendo al tempo stesso la tutela dell’ambiente e il sostegno ad un settore indispensabile per la realizzazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture».

Così Patrizia Baffi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenuta in Consiglio Regionale a Palazzo Pirelli nell’ambito della discussione che ha portato all’approvazione del PDA 29 “Nuovo Piano Cave della Provincia di Lodi – settori merceologici della sabbia-ghiaia e argilla – art. 8 comma 2, della l.r. 8 agosto 1998, n. 14”.

«Uno degli aspetti più importanti riguarda la definizione del reale fabbisogno di materiale estrattivo – continua Patrizia Baffi –: l’esperienza del precedente Piano dimostra quanto fosse necessario basare le previsioni su dati concreti. Nel 2005 erano stati programmati oltre 17 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia in dieci anni, mentre dopo quindici anni ne sono stati effettivamente estratti poco meno di 4,8 milioni.

Il nuovo Piano prevede 5,75 milioni di metri cubi, incrementando di un milione la previsione iniziale proprio per tenere conto dei picchi di domanda registrati nel comparto edilizio nell’ultimo decennio. Una scelta prudente e realistica.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla qualità dei giacimenti, attraverso una dettagliata relazione geologica e una distribuzione equilibrata delle volumetrie tra le diverse tipologie di materiale. Il Piano affronta inoltre il tema degli aggregati riciclati, riconoscendone il valore strategico per l’economia circolare e la sostenibilità, pur evidenziando come, allo stato attuale, non possano sostituire integralmente i materiali naturali nelle diverse applicazioni infrastrutturali».

«Il provvedimento – conclude Patrizia Baffi – rafforza inoltre le prescrizioni sul recupero ambientale delle aree estrattive, introducendo l’obbligo di procedere alla riqualificazione contestualmente alle attività di escavazione, imponendo il recupero delle aree degradate prima dell’avvio di nuove attività e subordinando eventuali ampliamenti al completamento dei precedenti interventi di ripristino.

Ringrazio i dirigenti e i tecnici della Provincia di Lodi che hanno seguito tutto l’iter del Piano, le Direzioni Generali della Regione Lombardia competenti in materia di Ambiente, Territorio, Agricoltura e Opere Pubbliche, i componenti della VI Commissione Ambiente per il lavoro di approfondimento svolto durante l’istruttoria e la relatrice del provvedimento per il contributo determinante che ha consentito di giungere all’approvazione definitiva del Piano».