Di Pubblicato il: 17 Dicembre 2025Categorie: Attualità, Primo Piano

Maxi impianto agrivoltaico tra Lodigiano e Pavese, Comuni preoccupati per l’impatto sul territorio

Un grande impianto agrivoltaico potrebbe sorgere tra il Lodigiano e il Pavese, trasformando un’ampia porzione della Bassa lombarda in un intreccio di pannelli solari e campi coltivati. Il progetto prevede una potenza installata superiore ai 70 megawatt e un’estensione complessiva che supera i 140 ettari.

L’intervento è suddiviso in quattro aree principali: due nel Pavese, nei territori di Santa Cristina e Miradolo Terme, e due nel Lodigiano, entrambe a Graffignana, in prossimità di cascine storiche e al confine con il territorio di Sant’Angelo Lodigiano. Solo nel comune lodigiano l’impianto interesserebbe circa 35 ettari, con una parte significativa delle superfici che verrebbe recintata. I lavori, secondo il proponente, potrebbero concludersi in circa 15 mesi.

Se dal punto di vista energetico il progetto punta a una produzione rilevante di elettricità, mantenendo l’uso agricolo dei terreni, sul piano locale emergono forti perplessità. I Comuni coinvolti temono un impatto rilevante sul paesaggio rurale e sull’identità agricola dell’area.

A Graffignana il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che esprime preoccupazione per l’opera. Anche nel Pavese il progetto interessa superfici molto estese, coinvolgendo più amministrazioni locali e aree agricole prossime alla ferrovia. Il tema ha aperto un confronto tra enti confinanti, che si stanno muovendo per una presa di posizione comune.

Il progetto coinvolge anche territori limitrofi, come San Colombano al Lambro, ampliando il numero delle amministrazioni interessate. In questi giorni diversi Comuni della Bassa lombarda stanno lavorando a una mozione condivisa da discutere nei rispettivi consigli comunali.

Dal punto di vista amministrativo, l’iter è ora seguito dalla Provincia di Pavia, competente in base all’estensione prevalente dell’impianto. Il progetto è entrato nella fase di valutazione ambientale e prevede il rilascio di un provvedimento unico che, al termine della procedura, consentirebbe l’autorizzazione alla costruzione.

Il maxi impianto agrivoltaico si presenta così come un caso emblematico per il Lodigiano e il territorio limitrofo, chiamati a confrontarsi con il difficile equilibrio tra transizione energetica, tutela del paesaggio e vocazione agricola.