Di Pubblicato il: 27 Novembre 2025Categorie: Attualità

Lodi – Perché dobbiamo pagare per parcheggiare in stalli irregolari? (Fotogallery)

Perché dobbiamo pagare per parcheggiare in stalli irregolari? E le multe ricevute in questi posti sono valide? A Lodi, centinaia di strisce blu sembrano non rispettare le norme del Codice della Strada, mettendo in discussione la legittimità delle tariffe e delle sanzioni.

Dei 2.241 stalli a pagamento presenti in città – destinati a salire fino a 3.143 con il nuovo piano della sosta – almeno 200 nel solo centro storico risultano “fuorilegge” e non soddisfano i requisiti minimi stabiliti dal Codice della Strada.

In pratica, si paga per un servizio che non rispetta la normativa, quindi se ricevessimo una multa posteggiando su uno di questi stalli, potremmo contestarla: le irregolarità rilevate rendono infatti le sanzioni facilmente impugnabili, ricorrendo al Giudice di pace o scrivendo alla Prefettura (allegando delle prove fotografiche).

Facciamo alcuni semplici: mancato rispetto della distanza dei parcheggi dagli incroci (dev’essere di almeno 5 mt); mancato rispetto della distanza di dai muri delle abitazioni laddove non vi sia un marciapiedi (almeno 1 mt); troppo a ridosso di attraversamenti pedonali o percorsi ciclabili; mancato rispetto della distanza dalla fermata dei bus; mancanza di adeguata segnaletica verticale; tracciamento errato delle strisce, anche quelle per disabili, per dimensioni o posizionamenti.

Spesso concorrono all’irregolarità due o più di queste infrazioni contemporaneamente. All’inizio di via Gorini un esempio fra gli stalli creativi è quello a ridosso dell’incrocio con via Carducci (1ª violazione), attaccato al muro (2ª violazione), che addirittura invade un percorso pedonale (3ª violazione) e posizionato in orizzontale rispetto ai vicini stalli tracciati in verticale (4ª violazione), anch’essi in coincidenza col percorso pedonale.

Altro esempio degno di nota, con ben 3 violazioni, sono i due stalli nel breve tratto di via Bastioni, che sfocia in via San Giacomo: mancato rispetto della  distanza dal muro, a ridosso dell’incrocio e anche delle strisce pedonali. Identica situazione anche in via Battaggio all’intersezione con Corso Archinti. In zona Colle Eghezzone? Idem. Non si salva via Cremonesi, qui troviamo 2 fermate dei bus, dove i pali dei cartelli di fermata dei mezzi pubblici sono letteralmente dentro lo stallo o a qualche decimetro (vi dovrebbe essere invece una distanza di ben 15 metri o, in alternativa, l’area di fermata bus delineata a terra).

Poi, tutte le vie della “zona 20” in pieno centro (via Magenta, via Piazza, via Fanfulla, via Santa Maria), dove tutti, ma proprio tutti i parcheggi, sono irregolari perché non mantengono la distanza minima di un metro dal muro in caso di assenza di marciapiedi rialzati.

L’istituzione di una “zona 20”, con precedenza pedonale, è una misura di regolamentazione della circolazione, ma non è una “licenza” per creare parcheggi che non rispettino i criteri di sicurezza e le norme tecniche stabiliti dalla legge nazionale. Qualsiasi provvedimento comunale in materia di regolazione della viabilità, compresa una “zona 20”, deve essere conforme al CdS, che prevale su qualunque altra misura. Se ciò non avviene, i parcheggi creano un ostacolo e un potenziale pericolo per i pedoni, costringendoli a gincane in strada e annullando di fatto uno degli obiettivi principali della “zona 20”: la sicurezza dei pedoni stessi.

Se si vìola il Codice della Strada, parcheggiando dove non è consentito, si ricevono multe e vi è l’obbligo di pagarle. Allora perché, al contrario, si possono istituire strisce blu che violano le stesse norme? È un vero paradosso: chi dovrebbe rispettare la legge sembra poterla aggirare a proprio vantaggio, mentre chi la rispetta rischia di essere penalizzato.

Siamo tutti consapevoli della carenza di parcheggi a Lodi e del bisogno di organizzare la sosta in modo efficiente. Ma ancor più importante è il rispetto delle norme, soprattutto da parte di un ente pubblico. Perciò, almeno in questi casi, non si chieda ai cittadini di pagare per stalli che, allo stato attuale, non dovrebbero nemmeno esistere.