Una Comunità per il Lavoro 2: più risorse per l’assistenza sanitaria

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto 18 persone formarsi e trovare un posto fisso, la Fondazione Comunitaria della provincia di Lodi ha deciso di riproporre il progetto “Una comunità per il Lavoro”, che nasce con due obiettivi fondamentali: rispondere al bisogno costante di operatori sociosanitari e offrire occasioni di formazione a costo zero a persone disoccupate o in condizioni di disagio economico.
Per raggiungere questi risultati il progetto offre 23 doti attraverso le quali si possono frequentare a titolo gratuito i corsi di Ausiliario Socio Assistenziale e poi di Operatore Socio Sanitario, ricevendo anche una diaria mensile di 320 euro. Un percorso di circa un anno, che prevede 800 ore di frequenza per il corso Asa, suddivise in lezioni teoriche, esercitazioni e tirocinio e 180 ore per la qualificazione da Oss. Al termine del percorso, come è accaduto anche in passato, gli allievi potrebbero trovare un lavoro proprio dentro le strutture dove hanno seguito il tirocinio.
La seconda edizione del progetto presenta due grandi novità. Da un lato la partecipazione della rete dei CFP, con l’ASFOL a fare da capofila e l’adesione di San Giuseppe Canossa e Fondazione Clerici, mentre in passato solo l’ASFOL (all’epoca CFP Consortile) si era occupato dell’iniziativa. Secondariamente, dopo i primi 23 posti completamente gratuiti, all’interno del progetto sarà avviata una seconda fase grazie alla quale potranno accedere ai corsi con prezzo calmierato di 1000 euro anziché 1500 euro, altre 40 persone. Saranno i candidati dei comuni aderenti, che non sono riusciti ad essere inseriti nella prima fase, o quelli che vivono in comuni diversi ma presentano le stesse caratteristiche.
Il progetto ha un valore complessivo di 200mila euro ed è promosso dalla Fondazione Comunitaria di Lodi con 100mila euro di finanziamento attinto dal Fondo Nuove Povertà, creato con le risorse della Fondazione Cariplo e da cinque comuni del territorio: Lodi, Massalengo, Borghetto, Somaglia e Casalmaiocco, che assegnano 2mila euro per ognuna delle doti che patrocinano. Un ruolo fondamentale viene assolto dalla rete dei CFP del Lodigiano, pronti a lavorare insieme anche in virtù del progetto TiLab, mentre collaborano il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), l’azienda sociosanitaria territoriale e alcune RSA e RSD del territorio, che ospiteranno i tirocini degli allievi.
Quali sono i requisiti per candidarsi al bando, che è ancora aperto fino al 24 marzo e si trova pubblicato sui siti dei cinque comuni promotori dell’iniziativa? Anzitutto essere residenti in uno dei cinque comuni che hanno deciso di aderire all’iniziativa e partecipano al finanziamento, pagando 2mila euro per ogni dote. Per il comune di Lodi i posti a disposizione sono 18, per quello di Somaglia sono 2, mentre i comuni di Massalengo, Borghetto e Casalmaiocco ne hanno uno ciascuno. Oltre alla residenza, i candidati dovranno avere attestazione ISEE non superiore a 20mila euro, essere preferibilmente in stato di disoccupazione o inoccupazione, aver compiuto 18 anni, possedere un diploma di Scuola Secondaria di Primo grado (Licenza media) e – nel caso di stranieri – conoscere la lingua italiana a livello B1.
I corsi dell’ASFOL per la prima fase cominceranno a maggio, mentre quello del Clerici per la seconda fase all’inizio di giugno. A settembre ci sarà un altro inizio per i corsi della seconda fase curati dal Canossa. Alla fine di tutto questo percorso il Lodigiano potrà contare su 63 professionisti formati, pronti a colmare le lacune di un mercato del lavoro che non sempre tiene conto dei bisogni esistenti a livello territoriale.


