Truffe e insidie del web. Nel Lodigiano c’è chi ha collezionato 70 denunce

Che fare per proteggersi? La Polizia scende in campo con lo slogan “Utente avvisato, mezzo salvato” e divulga un vademecum con alcuni consigli: utilizzare software e browser completi e aggiornati; dare la preferenza a siti certificati o ufficiali; verificare per quanto possibile che dietro un sito esista una vera ragione sociale, un vero negozio; non cadere nella rete del phishing o smishing (tramite SMS); assicurare gli acquisti. Il vademecum completo si può trovare sulle pagine Twitter e Facebook, oppure sul sito della Polizia di Stato/Polizia Postale.
In questo periodo che ci si appresta alla vacanze, comunicano gli uomini della Questura di Lodi, bisogna prestare particolare attenzione alle “bidonate” del periodo, cioè proprio quello dell’acquisto di viaggi online. Ma non solo: i malintenzionati sono costantemente all’opera nella rete con “sole” di ogni tipo. Purtroppo la punibilità delle truffe “tradizionali” è già di per se complicata in Italia e per quelle che sfruttano la rete ancora di più. Nel 2014 sono state denunciati in Italia oltre 80mila casi di truffa, circa 2400 persone sono state deferite e solo 7 sono finite agli arresti.
Anche nel Lodigiano, come hanno riportato ad esempio gli agenti, esistono persone dedite alle truffe online. In particolar modo, due o tre persone hanno già a loro carico diverse denunce, in special modo un uomo che ne avrebbe collezionate addirittura una settantina in tutta Italia, mettendo in vendita, su vari siti di aste, prodotti tecnologici quali iPhone o altri cellulari a prezzi allettanti. Si fa pagare online tramite l’accredito su prepagate, poi la merce non viene mai spedita. Se poi, il cliente vuole un appuntamento di persona per vedere la merce ed effettuare quindi il pagamento sul momento, il truffatore in questione si presenta (se il luogo non è distante) e con abilità rifila comunque il classico pacco: una scatola dove ci sarà tutt’altro che il desiderato iPhone.
A fianco alle vendite truffaldine vi sono poi altre insidie che possono rivelarsi ben più pericolose, come l’acquisizione di dati sensibili e delle carte di credito, il furto di identità, fino all’estorsione. Qualche caso di estorsione è avvenuto anche nel Lodigiano, riferiscono sempre gli agenti della Questura, attraverso l’utilizzo di social network, con profili cosidetti “fake”. Un fenomeno sempre più allarmante informa la Polizia Postale. False avvenenti giovani donne chiedono l’amicizia a uomini, che poi riescono a portare ad un livello privato ed erotico. Se riescono a registrare nella chat privata dei video hard, il gioco è fatto e inizia l’estorsione di denaro sotto la minaccia di divulgare quei filmati compromettenti.
Altri esempi di estorsione, che colpiscono privati e aziende, possono verificarsi attraverso il “phishing”: il malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso. Si tratta di un invio massivo di messaggi di posta elettronica che imitano, nell’aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi, delle Poste o anche delle forze dell’ordine. E ancora: virus che dopo essere arrivati sul pc attraverso la navigazione soprattutto in siti particolari, colpiscono il terminale, lo bloccano, e carpiscono i dati di qualunque natura. Lo sblocco e il rilascio dei dati avviene anche in questo caso sotto forma di ricatto.
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