Riconoscibilità delle persone nei luoghi pubblici

Approvata la mozione della Lega sulla riconoscibilità delle persone nei luoghi pubblici
Respinto il punto sulla proibizione dell’uso del velo nelle scuole
Milano, 18 febbraio 2025 – Approvata dall’Aula a scrutinio segreto la mozione proposta dal gruppo Lega, prima firmataria Silvia Scurati, in cui si impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo e il Parlamento ad adottare iniziative legislative volte ad introdurre misure che vietino l’utilizzo di tutti quegli indumenti che possano coprire il volto come burqa o niqāb nei luoghi e negli edifici pubblici, dando piena attuazione alla delibera n. X/4553 del 2015 di Regione Lombardia.
Nel testo si rinnova l’invito ai Comuni ad assicurare il rispetto di tali norme presso gli edifici di proprietà comunale e a fare in modo che la normativa sia applicata in modo equo e proporzionato, senza discriminazioni e solo per giustificati motivi di sicurezza e di tutela dell’ordine pubblico, nel pieno rispetto della legislazione e della giurisprudenza italiana ed europea.
Respinto invece (31 voti contrari, 30 favorevoli e 1 astenuto) il punto tre che, a seguito di un emendamento proposto da Maira Cacucci (FdI) e accettato dalla proponente Scurati, invitava il Governo a valutare l’estensione del divieto dell’uso del velo in tutti gli ambienti scolastici per le minorenni. Il testo originale chiedeva invece “di estendere il divieto di copertura del volto e del capo con burqa, hijab, khimar, jilbab, niqab e chador in tutti gli ambienti pubblici in particolare scolastici”.
Due le motivazioni portate a favore della mozione da Silvia Scurati (Lega) che ha illustrato i contenuti del documento: da un lato la sicurezza che viene messa in pericolo dall’impossibilità di identificare con chiarezza le persone e dall’altro la difesa del principio di autodeterminazione delle donne e delle ragazze. “Si tratta – ha precisato Scurati – di un tema trasversale a tutte le forze politiche come dimostrano le numerose dichiarazioni contro il burka di esponenti del centrosinistra”.
Sullo stesso tema, discussa e respinta dall’Aula la mozione del gruppo PD, primo firmatario Pier Francesco Majorino, in cui si affermava che “nessuno può imporre alle donne come vestirsi, sia esso uno Stato, una Regione, una famiglia, singoli individui o altro”, ribadendo la centralità dei diritti delle donne e della loro autodeterminazione e invitando il Governo a garantire la piena applicazione della legislazione vigente.


