Di Pubblicato il: 11 Agosto 2015Categorie: Primo Piano

Profughi, Soldati: «Bisogna evitare la tendopoli!». Ai sindaci: «Tenete duro!»

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“Ringrazio i sindaci, la Diocesi, le associazioni e le nostre comunità, che stanno gestendo una situazione drammatica senza precedenti e in mezzo a molte contraddizioni”.

Con queste parole Mauro Soldati, Presidente della Provincia, interviene nel dibattito per quanto riguarda l’accoglienza dei profughi nel Lodigiano.

“I prossimi giorni e il mese di settembre – dichiara Soldati – rappresenteranno il periodo più difficile nella gestione di questa lunga emergenza. Occorre quindi evitare che la situazione precipiti e che, a fronte degli arrivi che continuano, l’ipotesi di una tendopoli torni percorribile”.

“I contatti con la Prefettura – continua Soldati – sono quotidiani e la possibilità di una tendopoli è tornata a farsi sentire in queste ore. Lo dico da tempo: bisogna evitarla a tutti i costi, altrimenti i problemi si moltiplicherebbero, si creerebbe un ghetto e le tensioni rischierebbero di creare anche problemi di ordine pubblico, minando la serenità delle persone residenti in prossimità delle aree che potrebbero essere destinate a tal fine. Bisogna, altresì e nei limiti del possibile, alleggerire la pressione sui Comuni più esposti. Occorre quindi giungere subito alla messa in disponibilità di almeno una casa cantoniera, come da tempo ho proposto ai Sindaci, fatto salvo che la Prefettura deve concordare con gli stessi ogni dettaglio e tenerli costantemente informati, anche e soprattutto nel caso in cui si verifichino disponibilità da parte dei privati”.

Il Presidente della Provincia ha quindi parlato con i Sindaci dei Comuni sui quali insistono le case cantoniere, dando da subito la disponibilità alla Prefettura di quella di Casaletto Lodigiano (frazione Mairano), che delle tre rese disponibili della Provincia (una è a Castelnuovo B.A., ma è in condizioni strutturali più compromesse, mentre l’altra, quella di Lodi, non sarà disponibile sino a quando ospiterà le associazioni lì presenti) risulta quella più velocemente attivabile.

“Ho segnalato nuovamente alla Prefettura tutti i problemi che i nostri Comuni stanno affrontando – dice Soldati – ma la situazione che mi è stata rappresentata è di una tale gravità che mi è stato chiesto di procedere. Nel rendere disponibile la casa cantoniera, proprio con la finalità di evitare la tendopoli e possibilmente alleggerire la pressione su alcuni comuni, non vi sarà alcuna spesa da parte della Provincia. Sarà compito della cooperativa sociale individuata dalla Prefettura eseguire i lavori necessari alla sua agibilità. La cooperativa pagherà un affitto a scomputo dei lavori eseguiti, dovrà coinvolgere le attività economiche e le persone presenti nel Comune nella fornitura dei servizi necessari, oltre ad impegnare le persone ospitate, d’intesa con l’amministrazione comunale, in lavori socialmente utili. Da parte della Provincia, siamo pronti ad impegnarci con il Comune affinché quel patrimonio, oggi in disuso, venga concesso in comodato d’uso gratuito al Comune stesso una volta terminata l’emergenza, con la struttura recuperata e da destinare a fini sociali. Stante la situazione finanziaria della Provincia, inoltre, nel caso si dovesse concretizzare una futura possibilità di vendita dell’immobile, sulla stessa varrà un diritto di prelazione da parte del Comune”.

La disponibilità della casa cantoniera di Casaletto (il Sindaco ha comunicato al Presidente della Provincia l’intenzione di organizzare un’assemblea pubblica per avvisare la cittadinanza), con la modalità di recupero annunciate, non chiude alla possibilità del recupero di quella di Castelnuovo, rispetto alla quale il Presidente della Provincia mantiene aperta l’interlocuzione con la Fondazione Comunitaria per il reperimento delle risorse necessarie alla sua messa a norma. L’attivazione di quest’ultima sarà eventualmente possibile ad inizio settembre, sulla base di un progetto che mira a coinvolgere il Comune, l’ufficio del piano di zona e l’Azienda Speciale Consortile.

“Tutti i governi degli ultimi anni hanno invocato l’Europa per la gestione dei profughi e dei flussi migratori, ma la verità è che nessuno ha ottenuto risultati tangibili e duraturi rispetto ad una questione di tale portata, che l’Italia non può affrontare da sola. Rispetto profondamente le difficoltà che stanno incontrando i nostri sindaci – conclude Soldati – e li invito davvero a tenere duro, anche perché io preferirei avere nel mio paese il sindaco al suo posto, piuttosto che un commissario. Qui non si tratta di essere né buonisti, né razzisti. I nostri amministratori sono persone perbene; ce la stanno mettendo tutta e non devono essere lasciati soli”.