Di Pubblicato il: 4 Maggio 2015Categorie: Primo Piano

Lodigiano, disoccupazione giovanile da record

Il tasso di disoccupazione in provincia di Lodi scende dal 9,03% all’8,87%, secondo i dati Istat, elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi, riferiti all’indagine continuativa sulle Forze Lavoro aggiornati al 2014. A fronte di un dato nazionale che si attesta al 12,68%, il dato regionale si ferma all’8,19%, con Lodi assieme a Brescia (9,14%) e Como (8,98%) tra i più alti.

Negativo invece il dato giovanile. La fascia dei disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni risulta pari al 43,49%, in netto aumento rispetto al 38,66% del 2013. Il peggioramento del dato giovanile è superiore  al dato della Lombardia (31,24%) ma inferiore a quello nazionale(42,68%). Allargando invece la fascia di età e arrivando a comprendere tutti gli under 30, i dati, seppur peggiorativi, risultano più contenuti: a Lodi si passa dal 22,2% al 25%, in Lombardia dal 20,1% al 20,3% e in Italia dal 29,8% al 31,6%.

Parallelamente si rileva un incremento dell’occupazione. Il tasso di occupazione, calcolato come rapporto tra quanti (tra i 15 e i 64 anni) hanno un lavoro rispetto alla popolazione in età attiva, passa da 62,49% del 2013 al 64% del 2014, a fronte di un dato regionale e nazionale stabili. La crescita del tasso locale si può ascrivere per lo più alla componente femminile che, sebbene inferiore a quella maschile, cresce di tre punti e mezzo, passando dal 53,27% al 56,83%. Il Lodigiano, secondo Istat, conta 98.182 occupati dai 15 anni in su.

Indicatori confortanti per quanto riguarda il tasso di inattività, riferito alla fascia di età che va da 15 ai 64 anni, che comprende coloro che non cercano un impiego ma sono disponibili a lavorare, in sostanza gli “scoraggiati” che non cercano un lavoro perché convinti di non trovarlo. Il dato passa da 31,22% al 29,66% attuale. Nonostante questo indicatore sia a maggioranza femminile, la riduzione maggiore si riscontra proprio tra le donne (-8%) rispetto agli uomini (-3%).

“Il bilancio dei dati occupazionali relativi all’anno 2014 – ha commentato Carlo Gendarini, Presidente della Camera di Commercio di Lodi – fotografa una situazione meno negativa per il territorio lodigiano. Per il momento si tratta di spiragli, ma sono sufficienti a dare un po’ di fiducia a un mercato del lavoro da troppo tempo asfittico, se si considera in particolare anche la buona performance femminile. Ci tengo però a evidenziare la metodologia utilizzata da Istat, che calcola il tasso di disoccupazione come rapporto tra le persone in cerca di occupazione e forze lavoro, dai 15 anni in su. Secondo il metodo Istat, le persone in cerca di occupazione comprendono inoltre i non occupati dai 15 anni in su che hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei trenta giorni che precedono l’intervista e sono quindi disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive all’intervista”.  “In particolare, precisa il Presidente Gendarini,  per quanto riguarda il Lodigiano, la metodologia differisce ad esempio da quella utilizzata dalla Provincia di Lodi che, attraverso il Centro per l’Impiego, periodicamente comunica il dato amministrativo relativo all’occupazione. Il dato provinciale tiene infatti conto di tutte le comunicazioni di assunzione che giungono al portale provinciale da parte delle aziende (obbligo però istituito per quasi tutte le tipologie contrattuali e per tutti i settori solo dall’aprile del 2008) e nello stesso tempo degli iscritti in cerca di impiego alla banca dati del Centro, che vengono quindi considerati “disoccupati” e disponibili a ricollocarsi, anche se potrebbero avere contratti attivi a tempo determinato purché al di sotto di un reddito pari a 8.000 euro l’anno. I risultati spesso discordanti, come ha sottolineato recentemente il segretario provinciale Cgil, sono  dovuti a una differenza di fondo nella metodologia di indagine”. 


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