Di Pubblicato il: 24 Luglio 2014Categorie: Primo Piano

Lodi Vecchio. Irruzione dei Carabinieri in un capannone, disperato tentativo di fuga di uno degli arrestati

albanesi lodivecchio

Da sinistra il latitante N.D. e gli altri due pregiudicati G.A. e S.H.

Lodi Vecchio – Sono stati arrestati, dopo una irruzione in forze da parte dei Carabinieri della stazione locale, tre pericolosi malviventi albanesi. Si tratta di S.H. 30enne, pregiudicato per numerosi reati di droga, G.A. 36enne latitante e N.E. 33enne pregiudicato con a carico numerosi ordini di espulsione, tutti e tre in Italia senza fissa dimora.

I militari, intervenuti su segnalazione per alcuni movimenti sospetti in viale Lombardia, nella zona industriale, sono inizialmente entrati in un capannone indicato: qui hanno trovato tre trattori agricoli (di cui due con annesse falciatrici) e un autocarro Iveco carico di materiale edile, mezzi risultati rubati rispettivamente in un’azienda agricola di Cervignano e in una ditta di Reggio Emilia. Poco dopo i Carabinieri, intervenuti anche con uomini in borghese in osservazione, hanno visto il trio cambiarsi gli indumenti ed entrare nel capannone. Quando hanno tentato di entrare annunciandosi, i malviventi si sono però chiusi subito all’interno.

La refurtiva recuperata

A questo punto, con i rinforzi, è scattata l’irruzione: due albanesi hanno spintonato i militari nel tentativo di fuggire, ma sono stati bloccati ed ammanettati, mentre il terzo (latitante dal 2009 in seguito ad una condanna a 3 anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione minorile) si era già infilato nella controsoffittatura del capannone nel disperato tentativo di sfuggire alla giustizia, facendosi strada lungo altri due capannoni attraverso l’angusta intercapedine rivestita di lana di vetro. La sua fuga è finita nel terzo capannone, quando dopo due ore era oramai semi incosciente per via della mancanza di ossigeno. Sul posto nel frattempo sono giunti anche i Vigili del Fuoco e il personale medico del 118 che ha soccorso lo straniero. Dopo le cure in ospedale è stato trasferito al carcere di Lodi assieme ai suoi connazionali con l’accusa di ricettazione e resistenza.

La merce, per un valore totale di circa 200mila euro, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari, mentre è irreperibile l’affittuario (lodigiano) del capannone. Le indagini sono in corso. Completamente estraneo ai fatti il proprietario dei muri.