Di Pubblicato il: 5 Dicembre 2014Categorie: Primo Piano

Lodi. Truffe che partivano dalla Polonia

Salari-Battista-rom

E’ stato identificato e denunciato uno dei complici di una organizzazione criminale di zingari polacchi, che lo scorso maggio aveva raggirato anche una 86enne residente in via Nino Dall’Oro a Lodi.

Era stata l’anziana stessa a consegnargli tutto l’oro che aveva nell’appartamento, dopo che una donna si era finta sua figlia al telefono di casa: carpendo la sua fiducia aveva raccontato di trovarsi in difficoltà e di avere urgente bisogno di soldi. Così l’aveva convinta a raccogliere tutti i gioielli e a consegnarli ad un suo amico che la stava aspettando sotto casa, in strada, il quale avrebbe portato tutto in banca.

Per fortuna, mentre l’anziana stava consegnando l’oro al finto amico della figlia, la sua badante stava tornando dalle commissioni ed aveva assistito alla scena. Nel frattempo i preziosi avevano già preso il volo, ma la badante si era fatta raccontare l’accaduto, capendo che si era consumata una truffa. Quindi l’allarme alla Polizia che avviò le indagini.

Oggi l’uomo (K.M. 26enne polacco residente in un campo rom di Novara) si trova in carcere in seguito ad una operazione dei Carabinieri di Genova per cui sono finiti in manette diversi altri soggetti dello stesso giro. L’identificazione da parte degli agenti lodigiani, avvenuta prima dell’arresto, è stata confermata da comparazioni fotografiche, dai filmati di una videocamera privata proprio nei pressi del condominio della vittima, e anche dal riconoscimento da parte della badante.


IL MODUS OPERANDI – La truffa era ben studiata: la telefonata per adescare le potenziali vittime partiva dalla Polonia. I malviventi durante le stessa giornata dalla truffa alla 86enne, hanno fatto altre decine di chiamate a Lodi. Con un elenco “Pagine Bianche”, si segnavano i numeri di persone con nomi oramai desueti, facilmente riconducibili ad una persona di una certa età, poi li contattavano e cercavano di raggirare la vittima come nel caso in questione. Se il raggiro andava a buon fine, contattavano immediatamente il complice sul territorio e, attraverso Google Maps, gli indicavano l’indirizzo e il civico dove attendere l’ignara vittima.


L’IVITO DELLA POLIZIA – La polizia invita a denunciare sempre casi di truffe (che oramai sono studiate in tante forme), anche nel caso in cui l’anziano non cada nella trappola dei malviventi. Anche un solo sospetto può essere utili alle indagini per questo tipo di reato tra i più biechi ai danni di persone indifese.