
“È notizia di questi giorni che Lodi è il capoluogo di provincia che ha subito i maggiori tagli quale conseguenza delle ultime manovre del Governo Renzi. Il tutto accade nella più totale indifferenza e nel più completo silenzio del nostro sindaco. Quasi compiacente del destino infausto verso il quale sta portando la nostra città. Eppure si tratta di tagli lineari, che colpiscono solo i comuni più virtuosi del nord e servono a rifinanziare Comuni, Province e Regioni del sud”. A parlare é il
consigliere della Lega Nord al Comune di Lodi Matteo Boneschi che aggiunge: “Su questo ennesimo furto da parte dello Stato Italiano ai danni dei lodigiani non possiamo tollerare che il primo cittadino non picchi i pugni sul tavolo, preferendo invece di restare in silenzio. Un silenzio che avvalla le decisioni prese dal segretario del suo partito, che è anche presidente del Consiglio. Ai cittadini lodigiani non interessano le questioni da bottega, ma il lavoro, la difesa del territorio e soprattutto di non essere anche tartassati dal governo locale”.
“Il PD lodigiano non è nuovo a questi atteggiamenti da vecchia repubblica – commenta il Consigliere regionale Pietro Foroni (LN) già presidente della Provincia di Lodi – Lo era quando ero Presidente di Provincia e continua ad esserlo oggi chiudendo gli occhi sui disastri delle riforme che da Roma stanno portando avanti. Si sveglino dal loro torpore e dall’indifferenza verso i tanti problemi che attanagliano i nostri cittadini e sostengano invece il referendum sulla Regione a statuto speciale che stiamo portando avanti in Regione Lombardia.”
“Il nord – continua il consigliere lodigiano – sta pagando le conseguenze dei tagli fatti agli enti locali senza che il governo centrale abbia mai tagliato nulla della spesa pubblica nazionale. Per questo motivo siamo convinti che l’unica soluzione sia trattenere sul territorio le tasse pagate dai cittadini lombardi, che ammontano a 42miliardi di residuo fiscale, ossia quello che paghiamo in più rispetto ai servizi che poi riceviamo, pari a 6.234 euro pro capite di maggiori imposte per un totale di 25.000 euro l’anno per una famiglia media di quattro persone”.