Di Pubblicato il: 30 Luglio 2025Categorie: Primo Piano

Lodi, antiche mura: il silenzioso crollo della memoria storica

Un'immagine delle condizioni delle antiche mura in piazza Zaninelli

A Lodi, le antiche mura — testimonianza materiale di secoli di storia — stanno lentamente scomparendo, non a causa del tempo, ma per l’indifferenza. Abbandonate a sé stesse, sommerse dalla vegetazione e ignorate da chi avrebbe il compito di custodirle, le fortificazioni medievali e spagnole sono oggi ridotte a un ricordo che svanisce sotto i nostri occhi.

Laddove un tempo si ergevano possenti barriere difensive, oggi crescono indisturbati alberelli, rovi e rampicanti. In piazza Zaninelli, via Defendente, piazza Castello e lungo il tracciato della pusterla di San Vincenzo, i tratti superstiti delle mura sono circondati e in parte inghiottiti da una vegetazione incontrollata che penetra nelle intercapedini, erode le strutture murarie e ne accelera la distruzione.

Particolarmente simbolico — e desolante — è il caso del tratto antistante la Questura, un tempo ben visibile, ora completamente scomparso sotto una coltre verde che ha trasformato le mura in un’informe massa vegetale. Alberi veri e propri sono cresciuti sopra le mura, con radici che scavano e sbriciolano, giorno dopo giorno, quello che resta. Il paesaggio urbano ne è uscito stravolto: dove dovrebbe emergere il profilo di una città storica, oggi si presenta un groviglio di rami, erbacce e incuria.

Ma la situazione più paradossale resta quella di piazza Zaninelli. Anni fa, in seguito a un cedimento, fu installato un puntello in legno, presentato come misura d’emergenza in attesa di un consolidamento definitivo. Quella struttura provvisoria è ancora lì. Solo che oggi, a minacciare il crollo, è proprio quel puntello, diventato marcio, instabile e potenzialmente pericoloso. Una toppa d’emergenza diventata permanente.

Il quadro complessivo è desolante, ma ancora più grave è la totale assenza di un piano concreto di manutenzione ordinaria. Le promesse di valorizzazione si susseguono ormai da anni, ma restano confinate a slogan privi di ricadute reali. E mentre si discute di grandi visioni turistiche, nessuno si occupa del necessario: pulizia, consolidamento, segnaletica, accessibilità.

Servirebbe una visione chiara, un programma di interventi ordinari/straordinari e sostenibili, non continue attese fino al collasso. L’abbandono delle mura non è solo una questione di degrado fisico, ma un atto di rinuncia alla propria memoria collettiva.

Se non siamo in grado di conservare nemmeno ciò che è sopravvissuto per secoli, viene da chiedersi quale futuro immaginiamo per la nostra città. Perché una comunità che lascia morire il proprio passato, difficilmente saprà costruire un domani consapevole.