FURTI IN ABITAZIONE. ARRESTATI EFFERATI RAPINATORI. Procuratore: «Per chi compie crimini nel Lodigiano l’aria è diventata irrespirabile»
«Nonostante le nostre strade siano infestate sia da italiani, che da stranieri che vengono qui a stuprare, a rubare o a compiere altri crimini, le forze dell’ordine stanno lavorando duramente e queste persone devono capire che qui per loro non è aria». Ha introdotto con queste parole il Procuratore Vincenzo Russo, la conferenza stampa tenutasi stamani in Questura a Lodi in merito all’arresto di due pericolosi rapinatori albanesi. «Vogliamo liberare il nostro territorio da gente che vuole solo rubare e commettere crimini. L’aria per loro è diventata irrespirabile». Un altro duro colpo infatti è stato inferto alla criminalità specializzata nei reati predatori.
Il personale della squadra mobile, nelle prime ore della mattinata, ha eseguito due arresti disposti dal Procuratore, nei confronti di due giovani albanesi residenti a S.Angelo Lodigiano, ritenuti responsabili di almeno una quarantina di furti in abitazione. Si tratta di R.R., 27enne e P.E., 24enne, regolari in Italia.
Questi arresti seguono quelli effettuati poco prima di Natale, quando, sempre su ordine della Procura, furono catturati altri tre albanesi sempre residenti a Sant’Angelo. Si tratta infatti di persone che frequentavano lo stesso bar di Via Monte Grappa dove sono stati controllati insieme più volte.
Il “modus operandi” era molto simile quello utilizzato dai loro predecessori: entravano di notte dalle finestre di villette e appartamenti, praticando un foro nella finestra all’altezza della maniglia, noncuranti della presenza dei proprietari. Quasi sempre riuscivano a rubare soldi e preziosi senza farsi sorprendere. In due occasioni, individuati dai proprietari, hanno guadagnato la fuga utilizzando grossi cacciaviti come armi nei loro confronti. Infatti sono contestati agli arrestati oltre 40 furti, anche due episodi di rapina, avvenuti a Massalengo e a Pieve Fissiraga.
I due professionisti del furto agivano prevalentemente nei paesi del Lodigiano, ma anche nel Pavese e nel Sud Milanese. Si spostavano di notte a bordo di auto rubate che cambiavano ogni due/tre giorni e, qualora intercettati dalle forze dell’ordine non esitavano a scappare a tutta velocità.
Le perquisizioni domiciliari eseguite anche nei confronti di altri albanesi sospettati di essere complici, hanno consentito di recuperare alcuni preziosi nonché della cocaina e del denaro. Si ritiene che il denaro ricavato dai furti venisse reinvestito dalla banda per l’acquisto di droga da rivendere.



