Episodio profughi questura. Colantuono: «Elogio per la professionalità degli agenti»


Il segretario generale provinciale UIL Polizia, Casimiro Colantuono
Polizia, ha voluto esprimere in merito alla difficile situazione venutasi a creare nella notte tra mercoledì e giovedì in questura a Lodi, quando 12 profughi giunti sul territorio non hanno voluto farsi identificare e fotosegnalare, come prevede la normativa europea vigente.
«Solo un migrante, pakistano, si è fatto identificare senza problemi, mentre gli altri 11, siriani, non lo hanno voluto fare inizialmente, dando vita anche ad episodi di particolare escandescenza. Poi, però, grazie all’impegno degli agenti durante tutta la nottata,e fin olle 5 della mattina, è stato possibile controllare la situazione in modo professionale, gestendola al meglio, e portando a termine l’identificazione di tutti gli stranieri». Colantuono ha ringraziato anche gli uomini delle altre forze dell’ordine intervenute in supporto ed i soccorritori del 118, giunti in questura con 4 ambulanze per prestare le cure ad alcuni profughi che avevano avvertito dei malori.
Il motivo per cui gli 11 siriani non hanno voluto inizialmente farsi identificare, come raccontato dal segretario UIL Polizia, è per via della normativa europea che prevede la procedura di fotosegnalazione nello Stato in cui i richiedenti asilo hanno fatto ingresso. In attesa del riconoscimento eventuale dello status i migranti sono costretti a restare sul suolo nazionale. Coloro i quali volessero lasciare l’Italia per entrare in altri paesi UE, incorrerebbero nel rischio dell’espulsione, venendo rimandati in Italia.


