VIDEO – Assalti bancomat Lodigiano: 3 arrestati, 2 indagati di Sant’Angelo Lodigiano

Sant’Angelo Lodigiano – È scattata nella mattinata di oggi un’operazione dei Carabinieri contro una banda specializzata negli assalti ai bancomat con l’uso di esplosivi. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lodi, con il supporto di numerosi reparti territoriali e specializzati, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lodi su richiesta della Procura della Repubblica di Lodi e riguarda soggetti indagati, a vario titolo, per furto aggravato mediante l’utilizzo di materiale esplosivo ai danni di sportelli ATM e per violazione della normativa sulle armi.
Secondo quanto riferito dai Carabinieri, gli indagati sono quattro giovani italiani sui vent’anni, domiciliati a Sant’Angelo Lodigiano, e un uomo di circa trent’anni di origini slave: tre arrestati e condotti in carcere e due indagati. Al momento, come precisato dagli investigatori, non è possibile fornire ulteriori dettagli sulle loro generalità o sui singoli ruoli all’interno del gruppo.
L’operazione, denominata “RAID”, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lodi sotto il coordinamento della Procura, nel periodo compreso tra ottobre 2025 e gennaio 2026, anche attraverso attività tecniche di indagine. L’inchiesta ha preso avvio nell’estate del 2025, in seguito a una serie di furti ai danni di istituti di credito e uffici postali avvenuti nelle province di Lodi e Pavia.
Le indagini avrebbero consentito di individuare un gruppo criminale con base logistica nel Lodigiano, specializzato negli assalti agli sportelli automatici mediante la cosiddetta tecnica della “marmotta”. Tale metodo prevede l’impiego di un ordigno artigianale ad alto potenziale esplosivo, inserito nelle bocchette degli ATM, capace di aprire le casseforti contenenti il denaro ma anche di provocare ingenti danni alle strutture e ai fabbricati che ospitano i dispositivi.
Il modus operandi, secondo la ricostruzione degli investigatori, comprendeva l’utilizzo di autovetture rubate per gli spostamenti, un’attenta pianificazione dei colpi e il ricorso a competenze tecniche specifiche. Nel corso dell’attività investigativa sono stati effettuati numerosi servizi di prevenzione che hanno consentito di sventare diversi assalti. In una circostanza, i Carabinieri hanno inoltre proceduto al sequestro di due ordigni esplosivi, rinvenuti all’interno di un veicolo nei pressi di uno sportello ATM nel Lodigiano e pronti all’uso.
Al termine delle formalità di rito, per tutti e cinque gli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Lodi. Come previsto dalla legge, le persone sottoposte a indagine non possono essere considerate colpevoli fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.


