Di Pubblicato il: 19 Novembre 2025Categorie: Cronaca, Primo Piano

Deragliamento Frecciarossa a Livraga: chieste condanne per oltre 11 anni

Nel processo di primo grado per il deragliamento del Frecciarossa 1000 Milano-Salerno, avvenuto all’alba del 6 febbraio 2020 presso il deviatoio 5 del Posto Movimento di Livraga, la sostituta procuratrice di Lodi Giulia Aragno ha richiesto condanne per un totale di undici anni e tre mesi di reclusione. L’incidente, avvenuto a 298 chilometri orari sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna, costò la vita ai macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo e provocò gravi lesioni a dieci passeggeri.

La pena più alta, due anni e dieci mesi, è stata chiesta per Valerio Giovine, all’epoca Direttore Produzione di Rfi. Un anno e undici mesi è invece la richiesta per l’operaio di Alstom accusato di aver invertito due fili nel montaggio dell’attuatore dello scambio, mentre per il collaudatore della stessa azienda, che non si sarebbe accorto dell’errore, il pm ha chiesto due anni.

Per i dirigenti di Alstom Andrea Morganti, ritenuto responsabile della procedura di collaudo, e Francesco Muscatello, le richieste sono rispettivamente di due anni e quattro mesi e di un anno e undici mesi. La ricostruzione degli inquirenti, basata sulle indagini del Noif della Polizia Ferroviaria e dei consulenti della Procura, individua come prima causa del deragliamento il cablaggio errato all’interno di un attuatore prodotto nello stabilimento Alstom di Firenze e installato poche ore prima dai manutentori di Rfi sullo scambio numero 5.

Il pm ha sottolineato come all’incidente abbiano contribuito più condotte colpose. Due operai installatori di Rfi sono già stati giudicati separatamente con rito abbreviato: per la mancata esecuzione della prova di concordanza prima della riapertura della linea sono stati condannati a un anno e otto mesi di reclusione.