Lodi, al Festival della Fotografia Etica 2025 la mostra “L’Altro sguardo”

Lodi, 19 settembre 2025 – Dal 27 settembre al 26 ottobre 2025, all’interno del circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi, si terrà la mostra L’Altro sguardo presso il chiostro della Chiesa di San Lorenzo di Lodi, Piazza S. Lorenzo, 9, 26900 Lodi LO. L’esposizione, composta di 26 fotografie, offre una prospettiva artistica unica: saranno esposti ritratti e autoritratti realizzati da persone che frequentano il centro Servizi Casa San Giuseppe. La mostra è il risultato di un laboratorio terapeutico socializzante durante il quale il gruppo ha potuto avvicinarsi al mondo della fotografia ed esplorare un racconto profondo del sé e dell’Altro.
La mostra e il laboratorio sono stati realizzati grazie all’impegno dell’équipe multidisciplinare dell’Area Grave Emarginazione Adulta (GEA) composta da operatori di Ufficio di Piano Ambito di Lodi, di Fondazione Caritas Lodigiana, della Cooperativa Sociale Eureka! e di Famiglia Nuova Cooperativa Sociale con il supporto del Comune di Lodi. L’obiettivo è costruire un ponte di empatia tra la comunità e chi spesso viene dimenticato.
Le operatrici del centro Servizi Casa San Giuseppe che hanno supportato nella realizzazione del laboratorio hanno spiegato: «Al centro di questo percorso non c’è soltanto l’atto dello scattare, ma l’esperienza profonda dell’incontro: imparare a guardare e a lasciarsi guardare. Nel laboratorio abbiamo imparato che lo sguardo dell’altro è uno specchio inatteso: ci rimanda immagini di noi che spesso non sappiamo riconoscere. È nello sguardo reciproco che ciò che era invisibile prende forma e diventa racconto. Questa esperienza ha mostrato che educare allo sguardo significa educare alla relazione e alla scoperta di sé nell’incontro con l’altro».
La fotografa e arteterapeuta Alessandra Di Consoli, nonché curatrice della mostra e del laboratorio, ha spiegato così il lavoro svolto:
«Il laboratorio di Fotografia Terapeutica socializzante è un lavoro dove la fotografia e le immagini sono state il mezzo per condividere il nostro paesaggio interiore, ogni fotografia racconta ciò che vediamo, ma anche ciò che siamo».
«Abbiamo iniziato selezionando immagini di altri, per poi arrivare a scattare personalmente, raccontando parti di noi. Lo storytelling, il reportage, il ritratto e l’autoritratto ci hanno aiutato a stimolare un racconto fatto di dettagli, sensazioni, sguardi e parole. Le immagini, vogliono essere stimoli di partenza guidati dalla creatività, sono ritratti puri, dove i volti visibili e invisibili ci parlano di chi si è messo in gioco, lavorando con la parte più profonda di sé. Proprio per questo non tutti hanno deciso di esporsi, le fotografie parlano a volte più delle parole, spesso troppo intime e personali per essere esposte, cosa condivisibile quanto vera. La partecipazione rimane un gesto di grande coraggio, per chi vede nella creatività l’inizio di una nuova strada», ha aggiunto.
Per saperne di più – Info sulla pagina web https://www.ufficiodipiano.lodi.it/evento-dettaglio.php?id=71



