Kàlamos Festival: work in progress per la terza edizione

Nuove prospettive per Kàlamos – Festival della Cultura Classica, promosso dalla Delegazione di Lodi dell’AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica). Dopo il successo della seconda edizione, svoltasi dal 9 all’11 maggio 2025 a Lodi, il desiderio di riproporre il festival anche nel 2026 è forte e condiviso, come dimostrano le richieste del pubblico e il sostegno delle istituzioni.
Resta confermato il periodo primaverile, con eventi previsti all’inizio di maggio in suggestive e storiche location all’aperto della città. Si rinnova anche la scelta di un tema che faccia da filo conduttore della manifestazione (quest’anno “Ritorni”), che verrà svelato in seguito.
Numerose le novità su cui AICC Lodi sta lavorando, sempre con l’intento di collaborare con realtà del territorio e consolidare il proprio radicamento. Tra le idee in fase di sviluppo, l’introduzione di rappresentazioni di teatro classico e l’approfondimento del dialogo tra cultura antica e arte contemporanea, iniziato nella seconda edizione con l’installazione Cielo Cielo Manca di Marco Paganini e Dario Pruonto in piazza Broletto.
L’attività della Delegazione AICC di Lodi proseguirà anche al di là del festival, con la consueta programmazione annuale:
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Giovani Sguardi, dedicata alla presentazione del lavoro di giovani studiosi di materie umanistiche
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Intrecci, un ciclo di incontri per rileggere figure della classicità attraverso lo sguardo di autori contemporanei.
La presidente dell’associazione, Piera Pesatori, ha sottolineato: «Il Kàlamos Festival ha rappresentato per noi un’importante occasione di visibilità e di crescita, tanto che i nostri social media hanno registrato una vera esplosione di interesse, segno tangibile di un pubblico attento e partecipe. Anche la programmazione settimanale di eventi di AICC ha saputo mantenere vivo l’interesse per il mondo classico: molte persone hanno chiesto di essere inserite nella nostra mailing list per restare aggiornate sulle attività associative. Siamo grati per il sostegno ricevuto e per la generosa disponibilità dimostrata dai professori universitari ospiti del festival, che hanno già offerto collaborazione per la prossima edizione».


