Di Pubblicato il: 15 Giugno 2015Categorie: Primo Piano

Agricoltore lodigiano truffa l’UE per oltre 220mila euro

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Scoperta truffa ai danni della Unione Europea per oltre 200.000 euro

La Compagnia della Guardia di Finanza di Lodi, al termine di un’articolata attività di polizia economico-finanziaria, ha segnalato alla Procura della Repubblica di Lodi un imprenditore agricolo di Lodi per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’accusa per l’imprenditore è quella di aver ottenuto denaro pubblico (fondi comunitari) attraverso false dichiarazioni, che gli hanno consentito di rimpinguare, negli ultimi cinque anni, il proprio conto bancario con “cifre non trascurabili”: oltre 200.000 euro.

Per ottenere le indebite percezioni, tra il 2010 ed il 2013 l’imprenditore ha presentato ad un’Associazione di categoria copiosa documentazione e dichiarazioni attestanti una serie di conduzioni agricole che, in realtà, sono risultati falsi.

L’attività di riscontro ha interessato sette aziende agricole nelle province di Como, Brescia, Lodi, Pavia e Cremona che, secondo la documentazione presentata, risultavano aver intrattenuto rapporti economici con l’imprenditore lodigiano per la locazione e la conduzione di fondi agricoli.

Dalle indagine è emerso che 3 delle 7 aziende hanno negato qualsiasi forma contrattuale con la persona segnalata, con la conseguenza che la relativa documentazione rinvenuta nel fascicolo agricolo aziendale, sia pure registrata e quindi ufficializzata presso le Agenzia delle Entrate competenti, non era genuina.

La frode era rivolta a ricevere indebiti contributi comunitari, attingendo dal settore della Politica Agricola Comune (P.A.C.).

In tale ambito, la Unione europea prevede, fra le altre cose, l’erogazione di contributi ad agricoltori che abbiano maturato determinati “Titoli”, attraverso la conduzione ad una certa data, di fondi agricoli. L’esigibilità di tali “titoli” si perfeziona solo se abbinati ad una continuità di conduzione. E’ fondamentale sottolineare che il titolo maturato diventa esigibile solo se abbinato ad una superficie/terreno utile. Tale circostanza deve essere comprovata con la presentazione di “domanda unica di pagamento” annuale, per il tramite delle varie associazioni di categoria, che, dopo una preliminare verifica documentale, procedono all’inserimento delle informazioni stesse su apposito portale regionale informatizzato.

Prendendo in considerazione la posizione dell’uomo, è emerso una evidente sproporzione fra l’importante consistenza del patrimonio titoli di quest’ultimo rispetto ai terreni di proprietà.

Così l’agricoltore, per non perdere i “titoli” maturati, ha presentato documenti fittizi attestanti locazioni e conduzioni agricole che gli hanno permesso di ottenere indebitamente contributi per complessivi  221.042 euro nel periodo dal 2010 al 2013.

L’imprenditore ora rischia, oltre al recupero delle somme indebitamente erogate, anche una sanzione di pari importo. Inoltre, le pseudo-conduzioni agricole hanno permesso all’indagato di ottenere indebitamente anche24.402 litri di gasolio agricolo da autotrazione ad aliquota agevolata (periodo 2009-2012), eludendo l’accisa dovuta per circa 8.500 euro.