Tutti i dettagli sul furto record Lindt, agli arresti il responsabile della logistica

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A partire dal mese da aprile, la multinazionale dolciaria “Lindt & Sprungli” aveva commissionato ad una logistica di Tavazzano, lo stoccaggio dei noti cioccolatini “Lindor” per la successiva spedizione sui mercati nazionali ed internazionali. Alcuni mesi più tardi, precisamente in Agosto, il consociato polacco della Lindt, durante uno dei trasporti commissionati, si è accorto del sottopeso dei bancali di merce a loro giunti.
Le verifiche avviate dai vertici della multinazionale, hanno accertato effettivamente il sottopeso (e quindi ammanchi) dei bancali. In particolare, nel periodo aprile – agosto, erano stati sottratti ben 260.000 chili di cioccolato, il cui valore commerciale è stato stimato approssimativamente in circa 7 milioni di euro. L’azienda ha sporto denuncia presso i Carabinieri di Tavazzano per il reato di furto.
Nel corso della prima perquisizione avvenuta in agosto i militari di Lodi hanno identificato il responsabile della logistica Z.M. milanese 55enne, il suo “braccio destro” C.P. 38enne della provincia di Rovigo (entrambi gravati da precedenti di polizia) e due operai di origine indiana. Nella circostanza, non veniva rinvenuta alcuna traccia del cioccolato asportato ma dalla versione dei fatti fornita dal responsabile e dai suoi collaboratori sono emersi elementi tali da indurre gli investigatori e il P.M ad approfondire le indagini. Il responsabile della ditta e il suo collaboratore sono stati iscritti nel registro degli indagati per furto pluriaggravato, continuato ed in concorso e parallelamente è partita un’inchiesta per l’irregolare impiego degli operai indiani.
Nel corso delle indagini dirette dal P.M. Laura Siani della Procura di Lodi, i carabinieri hanno confermato i gravi indizi a carico degli indagati.
Nella notte tra il 23 e il 24 settembre, una pattuglia della Guardia di Finanza di Lodi durante un controllo della circolazione stradale, sulla via Emilia, poco distante dal Comune di Tavazzano, ha fermato un TIR, al cui interno, occultati in un carico di bicchieri di vetro e con una falsa bolla d’accompagnamento, sono stati rinvenuti 10 bancali di colli contenenti i cioccolatini “Lindor”, parte della refurtiva.
L’immediata perquisizione all’interno della logistica di Tavazzano dove i militari di Lodi hanno fatto irruzione: C.P., è stato quindi posto in stato di fermo di indiziato di delitto. La perquisizione ha permesso di rinvenire occultati in un grosso carico di bicchieri di vetro, ulteriori bancali di cioccolatini. In totale sono stati recuperati circa 8.780 kg di cioccolatini per un valore commerciale di 244.000 euro circa.
Contemporaneamente altri militari della Compagnia di Lodi hanno rintracciato a Milano, presso l’abitazione della propria madre, il responsabile della logistica che si era reso irreperibile. Quindi anche Z.M. è stato posto in stato di fermo di indiziato di delitto.
Nella circostanza è stato inoltre identificato anche un uomo residente nel cremasco, A.S.A. le sue iniziali, classe 81, il quale, in virtù della propria professione di rappresentante di generi alimentari è stato indagato in stato di libertà per aver concorso a vario titolo nel furto.
Dopo la convalida del fermo, il C.P. è stato posto agli arresti domiciliari nella propria residenza a Rovigo. Il tribunale milanese invece, competente per la convalida del fermo per Z.M., ha inteso riqualificare in “appropriazione indebita”e rimesso in libertà.
Gli investigatori lodigiani hanno ulteriormente integrato le risultanze delle indagini ed evidenziato la centralità del ruolo dello Z.M. nel gravissimo furto. L’evento delittuoso verificatosi infatti in danno della Lindt, oltre al concorso, la continuazione e la pluralità di aggravanti, presenta le aggravanti specifiche dell’ingente danno patrimoniale e dell’abuso di prestazione d’opera in quanto il furto è stato agevolato dal rapporto giuridico tra la Lindt e la ditta logistica. Alla luce di ciò, il G.I.P. di Lodi ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Z.M., resosi nuovamente irreperibile dopo la scarcerazione.
La fuga di Z. M. non ha intimorito gli investigatori lodigiani i quali, dopo un’articolata attività info-investigativa lo hanno rintracciato il 13 ottobre ad Aprilia, nel basso Lazio. Sono stati attivati quindi i colleghi del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Aprilia i quali, una volta indicato il luogo ove si trovava con la propria compagna e l’autovettura, lo hanno rintracciato ed arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’A.G. di Lodi.
In queste ore il Tribunale del Riesame che ha sede a Milano (Capoluogo del Distretto di Corte d’Appello) cui i legali del C.P. avevano inoltrato richiesta di esprimersi circa la misura cautelare degli arresti domiciliari, ha confermato l’ipotesi accusatoria della Procura di Lodi di furto pluriaggravato e continuato in concorso e la misura cautelare a carico dell’indagato C.P.
Sono ancora in corso accertamenti finalizzati ad identificare ulteriori ricettatori e soggetti che a titolo di favoreggiamento ed altro, hanno avuto un ruolo attivo nella vicenda.


