Intervista Lodinotizie a Guido Crosetto

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Guido Crosetto
Intervista Lodinotizie a Guido Crosetto, candidato al parlamento europeo. Abbiamo chiesto all’on. di Fratelli d’Italia quel’è la posizione del suo partito in merito a tre grandi temi: lavoro, Europa e Euro, Profughi. Infine un appello al voto:
Lavoro:
«In Italia è un momento in cui le aziende se ne vanno via, troppe tasse, troppa burocrazia, difficoltà di accesso al credito, incapacità della pubblica amministrazione di pagare i debiti, quindi così difficilmente riparte la volontà di investire e quindi difficilmente crei il lavoro.
Inoltre vorrei sottolineare come alcune tipologie di persone che in questo momento il lavoro non lo troveranno, come gli over 50 che lo hanno perso: bisogna mettere delle regolazioni di mercato tali per cui la possibilità di accesso sia data a tutti.»
Europa e Euro:
«Se non cambia la politica economica, perseguita negli ultimi 5 anni, difficilmente l’Italia potrà essere competitiva. E la stessa cosa vale per l’euro: una moneta tagliata su quella tedesca è insopportabile per quella italiana. Ma soprattutto manca una banca centrale italiana che possa nei momenti di difficoltà affiancarsi alla politica del paese come fanno gli Stati Uniti, l’Inghilterra o il Giappone perché la BCE è esposta ad un’altra logica e non certamente quella degli stati.»
Profughi:
«Purtroppo i sindaci, non solo non sanno più dove metterli, ma siccome i sindaci sono anche autorità sanitarie locali, dovrebbero pretendere garanzie dalla Stato sulle condizioni sanitarie all’ingresso, perché si stanno evidenziando alcune patologie inesistenti in Italia, che adesso in campagna elettorale non fanno rumore, ma che rischiano di diventare un problema sanitario. Per fare due nomi “ebola” e “sars”. Per cui, anche solo da questo punto di vista bisognerebbe essere preoccupati. Per il resto, noi stiamo assistendo a un fenomeno che non si esaurirà a breve, anzi siamo all’inizio di un fenomeno che rischia di non esaurirsi per anni. Abbiamo bisogno anche dell’aiuto economico dell’Europa, altrimenti lo Stato trattenga il dovuto sui fondi che da all’Europa, perché oramai è un problema sociale, sanitario, economico, di sicurezza. E’ ovvio che l’Italia non ce la può fare da sola. Bisogna creare le condizioni per cui i profughi non partano da là, altrimenti il fenomeno rischia di diventare distruttivo. Qual è il limite entro cui qualcuno capirà che è insostenibile? Non per cattiva volontà o per razzismo, ma perché non ci stanno.»
Appello al voto:
«Abbiamo i maggiori partiti che dicono di voler perseguire le linee di politica europea adottate fino ad ora, abbiamo il M5S che dice di voler distruggere tutto. Noi, invece, pensiamo che per rivoluzionare totalmente la linea di politica europea occorre sciogliere l’eurozona, ma non bisogna distruggere tutto, perché distruggere tutto significa poi essere incapaci di ricostruirlo. Cerchiamo di promuovere i problemi della gente ma senza istigarla a mettere a ferro e fuoco il Paese.»


