Di Pubblicato il: 15 Maggio 2014Categorie: Primo Piano

Emergenza profughi. Prefetto: “Situazione inevitabile, dobbiamo farcene carico”, l’appello ai sindaci

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Lodi – L’emergenza profughi continua, è una realtà inevitabile e, al momento, considerate la discontinuità dei Governi e le attuali politiche sull’immigrazione, il territorio se ne deve fare carico, studiare soluzioni per affrontare la situazione, prima che la situazione gestisca il territorio. E’ questa, a prescindere dalla politica, la linea che il Prefetto, Antonio Corona, ha ribadito ai sindaci del territorio presenti in buon numero stamani in un vertice nelle sale della Provincia (assenti le rappresentanze dell’ente).

Il prefetto, dopo gli appelli alle strutture alberghiere (fino a 3 stelle), dal quale vi è stato esito negativo sulla disponibilità ad ospitare i migranti, e quelli già fatti ai sindaci, ha proposto una nuova “strategia”: anziché restare passivi e attendere che 30-40 profughi vengano assegnati ad un tal paese o città, i sindaci del Lodigiano potrebbero ospitarne 2-3 per comune, diluendo così la problematica.

Colorito l’intervento del sindaco Crespi di Sant’Angelo, che se la prende con il Governo: “Invece di andare nelle scuole quelli di Roma, sarebbe meglio che fermassero i barconi prima della partenza. Noi dove li mettiamo? Non abbiamo strutture per ospitarli. Quanta gente vogliamo che muoia ancora in mare? A Roma non importa nulla. Cosa devo fare, un barcone sul Lambro per accoglierli, oppure li lascio liberi in centro città?”

“Posso fare riferimento solo ai sindaci, è inevitabile – ha replicato Corona -, strutture come la Caritas sono già piene, l’unico riferimento sono i sindaci. Se io potessi farei riferimento ad altri. Per un comune son o più gestibili 2 o 3 che 40 tutti insieme, quindi meglio dividerseli. E’ un momento così, è un’emergenza che ha tutto il Paese”.

Il sindaco di Guardamiglio, Maria Grazie Tondini Rossi, ha dichiarato: “Non ho posto, non sappiamo dove alloggiarli. Il 17% dei nostri abitanti sono stranieri e abbiamo già varie difficoltà. Dove li metto? Requisitemi la scuola, un ambiente del municipio, oppure la caserma dei Carabinieri.”

Un altro sindaco ha ipotizzato di affrontare il problema attraverso una sinergia dei sindaci con la protezione civile, mentre un’altro tipo di proposta è arrivata da Luca Marini, primo cittadino a San Martino in Strada: “Potremmo discutere sull’utilità di Mare Nostrum, ma le soluzioni vanno trovate. Come amministratori non dobbiamo sottrarci alla responsabilità, e sottolineo che manca la Provincia oggi, qualcosa si può fare, ad esempio, coinvolgere le associazioni dei proprietari di immobili affinché possano mettere a disposizione appartamenti sfitti, magari in cambio di sgravi fiscali”.

“Se arriveranno altri profughi a Lodi Vecchio sarà un problema sociale e di ordine pubblico. Siamo impreparati per le nuove etnie che stanno arrivando e non potremmo dire di essere stati accoglienti se non abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Ma non può subire solo Lodi Vecchio. E lo dico ora che non sarà più Lodi Vecchio ad accoglierli”, ha detto Giancarlo Cordoni, sindaco di Lodi Vecchio, che ha proposto di intervenire sulle Case Cantoniere, riattarle in funzione dell’accoglienza, prepararle per tempo.

In attesa dei prossimi profughi che arriveranno sicuramente – come ha rammentato Corona – (forse anche a breve) la Prefettura rimane a disposizione per valutare qualunque proposta dei Comuni o per attuare tavoli di coordinamento, ecc.

Al momento i profughi giunti nel Lodigiano, delle ultime due volte, sono 55, di cui 36 ospitati al Laus Residence di Lodi Vecchio, 4 affidati a strutture per minori, la rimanenza nella Comunità di recupero di Boffalora d’Adda (che ne aveva in carico 10, ma 6 sono scappati).