“Tellus – Terra in sussulto”: a Lodi uno spettacolo sulla tragedia contemporanea

Si intitola “Tellus – Terra in sussulto. Per una coreografia della tragedia contemporanea” lo spettacolo in programma domenica 19 aprile 2026 alle ore 18:00 nel cortile del Liceo Verri, in via San Francesco a Lodi. L’iniziativa, inserita nel festival Lodi di Pace, è a cura del Laboratorio degli Archetipi, in collaborazione con l’Associazione Comunità Il Gabbiano OdV – Comunità di Pieve Fissiraga.
Un nuovo e imponente scenario di crisi interessa l’intero Medio Oriente. La tragedia di Gaza si estende ormai al Libano e alla Cisgiordania, coinvolgendo progressivamente diversi Paesi arabi fino a raggiungere l’Iran. Parallelamente, l’isola di Lampedusa continua a essere meta di migliaia di persone che affrontano il mare su imbarcazioni di fortuna. Milioni di civili e profughi si spostano senza una destinazione precisa, in un contesto segnato da conflitti armati e tensioni internazionali.
In questo quadro, il teatro torna a confrontarsi con la realtà storica e sociale. Fin dalle sue origini nella Grecia antica, infatti, il linguaggio teatrale ha rappresentato uno strumento di interpretazione del presente. L’evento proposto si inserisce in questa tradizione, offrendo una lettura artistica del conflitto contemporaneo e delle sue conseguenze, anche in relazione al rapporto tra Natura e Umanità.
Lo spettacolo si ispira in parte agli stilemi della poesia classica e alla poetica leopardiana. In particolare, il dialogo immaginato da Giacomo Leopardi tra la Natura e un Islandese viene rielaborato nella forma di un confronto tra la Terra e un Migrante. La scena è essenziale: pochi oggetti, in linea con le condizioni di chi intraprende i viaggi migratori, dove il corpo diventa il principale custode di identità, lingua e memoria.
L’opera richiama inoltre riferimenti alla letteratura antica: dalle opere di Esiodo e Omero all’Inno a Demetra, fino ad autori come Apollonio Rodio, Ovidio e Virgilio. Emergono richiami all’Odissea, alle Argonautiche e all’Eneide, creando un parallelismo tra le vicende dei migranti di oggi e le figure mitiche di Ulisse ed Enea.
Il tema dell’accoglienza è centrale. La narrazione sottolinea il valore di una terra e di una comunità capaci di offrire ospitalità. In questo contesto viene evocata la figura di Tellus, antica divinità romana della Terra, simbolo di pace, fertilità e protezione, celebrata fin dalle origini di Roma e raffigurata anche sull’Ara Pacis in età augustea.
Lo spettacolo vede in scena Serena Cazzola nel ruolo di Tellus, insieme agli ospiti della Comunità Il Gabbiano e ai membri della Comunità Gandina di Pieve Porto Morone – Famiglia Nuova. Partecipano inoltre educatori e altri interpreti coinvolti nel progetto.
L’ideazione è di Giacomo Camuri, autore anche del testo insieme a Serena Cazzola. Le coreografie e le scelte musicali sono di Andrea Butera, che ha curato anche i laboratori insieme alla stessa Cazzola. Le voci recitanti sono Sara Zoia, nel ruolo della Terra, e Luca D’Addino, nel ruolo del Migrante. La collaborazione organizzativa è affidata a Maddalena Astorri.



