Di Pubblicato il: 16 Dicembre 2011Categorie: Uncategorized

Non è facile ottenere giustizia nel nostro Paese se non si hanno ‘santi in Paradiso’

alberto torreggiani

Non è facile ottenere giustizia nel nostro Paese se non si hanno ‘santi in Paradiso’.

Lo sta sperimentando da anni sulla sua pelle Alberto Torregiani (in foto), il figlio del gioielliere milanese ucciso nel periodo del terrorismo dalle bande armate legate ai movimenti di sinistra.

Rimasto ferito a sua volta durante l’attentato al padre, Torregiani attende ancora che Cesare Battisti, ritenuto il mandante di quell’omicidio e condannato a due ergastoli per altri due omicidi e la correlazione in un terzo, finisca in carcere a scontare la sua giusta pena.

Come noto, Battisti si è rifugiato prima in Francia – dove i diventato un celebre autore di romanzi ‘noir’ – e poi in Brasile, sempre nell’intento di sfuggire alla giustizia italiana.

“Finora c’è riuscito, potendo contare sull’appoggio di decine di personalità della sinistra internazionale, non ultimo l’ex presidente del Brasile, Lula” ha ricordato con amarezza Torregiani.

Autore di un volume che racconta, dalla parte delle vittime, il ‘caso Battisti’, Torregiani ha ribadito che continuerà a sollecitare giustizia in tutte le sedi: “Battisti non è altro che un malvivente comune prestato per qualche tempo alla lotta armata” ha tenuto a confermare ancora una volta Alberto Torregiani.

E’ intervenuto a Lodi, nella Sala dei Comuni di via Fanfulla, all’incontro promosso in città dall’associazione ‘Lodi Protagonista’.