Di Pubblicato il: 18 Ottobre 2011Categorie: Uncategorized

Fiorani sconterà la pena con servizi sociali: lavorerà alla comunità Alfaomega

fiorani

Se si sommassero le teoriche condanne del banchiere Gianpiero Fiorani in tre processi, sfiorerebbero gli 8 anni e mezzo (per i reati di associazione a delinquere, truffa e appropriazione indebita; falso in bilancio; aggiotaggio nella scalata Antonveneta). E quasi 5 anni sono quelli che l’ex numero uno della ex Banca Popolare di Lodi rischia in altri due dibattimenti ancora aperti.  Fiorani, dopo i 6 mesi in custodia cautelare a cavallo tra 2005 e 2006, in carcere può sperare di non mettere più piede.

Con un provvedimento del 30 settembre, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, con «impegno a un progetto di volontariato presso una comunità» di recupero di tossicodipendenti, che Fiorani aveva presentato da libero. Il patteggiamento a 3 anni e 3 mesi era diventato definitivo il 26 giugno 2008, ma una volta scomputata la custodia cautelare, la residua pena da espiare è di 2 anni e 9 mesi, dunque inferiore al tetto dei 3 anni sotto il quale il condannato può chiedere il beneficio dell’affidamento ai servizi sociali.

All’esito dell’udienza del 27 settembre, e rilevato che «il casellario giudiziario rileva un solo altro procedimento per truffa nel 2004», mentre il certificato dei carichi pendenti «non rileva a Lodi alcun procedimento in atto» e a Milano solo «uno in corso per bancarotta nel 2004», i giudici Gandini-Ceffa-Galliena-Cesaris richiamano la relazione dell’Ufficio esecuzione penale esterna: Fiorani vi appare come una persona alla quale «la vicenda penale ha procurato vissuti di sofferenza e difficoltà», e che «ricorda l’esperienza carceraria come un momento duro e difficile vissuto in solitudine». «Aperto e collaborativo», il banchiere «riferisce di aver trovato nella famiglia un valido aiuto, grazie al quale sta tornando a vivere un’esistenza normale» e ad avere un lavoro come «consulente presso la società Energy srl di titolarità della moglie, percependo un compenso netto mensile di 3.900 euro». Decisivo, per il via libera dei giudici, non solo la transazione civilistica con la quale Fiorani ha risarcito la sua ex banca, ma soprattutto il fatto che «si è impegnato a concertare un progetto di volontariato presso la comunità Alfaomega» che a Graffignana lavora sul trattamento delle tossicodipendenze e anima rinomati laboratori di vetreria e carpenteria.

Tratto dal Corriere della Sera