Progetto Anchise sugli over 85: primi risultati del censimento dei bisogni socio sanitari

Silvana Tosi e Maurizio Vigo
A Caselle Lurani il progetto è stato presentato a metà febbraio con un evento pubblico che ha registrato una buona risposta da parte della popolazione e un significativo apprezzamento di diversi attori sociali del territorio. Si tratta di censire la situazione socio-sanitaria e le fragilità proprie degli over 85 anni, residenti nel comune. Quella degli ultra ottantacinquenni è una popolazione spesso vulnerabile, che in molti casi si trova ad affrontare un disagio a cui non può o non sa dare una risposta e che va accompagnata e orientata verso setting di assistenza il più possibile appropriati.
Il progetto dell’ASST è denominato ANXHIΣE ed è stato già condiviso con altri due comuni del Distretto Alto Lodigiano: Salerano sul Lambro e Casaletto Lodigiano dove l’iniziativa è già stata avviata.
ANXHIΣE rilancia e aggiorna un’idea originaria di Maurizio Vigo, medico di medicina generale che ha operato presso i tre comuni coinvolti nel progetto.
“Il Dott. Vigo – ricorda Silvana Tosi, responsabile del polo territoriale della DAPSS (Direzione Assistenziale delle professioni sanitarie e sociale) – ha infatti collaborato attivamente con i servizi coinvolti, offrendo il proprio supporto nella definizione degli obiettivi e delle modalità operative, mettendo a disposizione la sua esperienza clinica e la conoscenza del territorio”.
Il medico, oggi in pensione, ricorda che durante la presentazione nei tre Comuni è stato sottolineato che anche i cittadini con età inferiore agli 85 anni avrebbero potuto compilare la scheda di censimento qualora ritenessero di avere bisogni meritevoli di attenzione o di una possibile presa in carico.
Il progetto ANXHIΣE mira ad intercettare precocemente i bisogni, anche quelli che potrebbero in futuro complicarsi. Per questo si inserisce bene nell’evoluzione del percorso di presa in carico del paziente cronico e/o fragile di Regione Lombardia.
Ad oggi sono state elaborate le schede raccolte a Salerano: quelle decisive per una valutazione dell’avvio di un percorso di presa in carico da parte dei servizi della Casa di Comunità, nella fattispecie di Sant’Angelo Lodigiano, sono state in totale 31. Quindici i cittadini (quattro under 85) presi effettivamente in carico a cui si è aggiunto un paziente che si è presentato spontaneamente al PUA di Sant’Angelo Lodigiano, dopo l’incontro di illustrazione del progetto.
Le principali funzioni svolte dall’Infermiere di Famiglia e di Comunità della Casa di Comunità di Sant’Angelo sono state: la visita domiciliare, comprensiva di valutazione clinica/funzionale/sociale; l’individuazione precoce di complicanze di patologie croniche; la verifica dell’aderenza alle prescrizioni sanitarie; il supporto al caregiver; l’attivazione eventuale di servizi territoriali
“Il progetto – spiegano Tosi e Vigo – ha permesso di ottenere una fotografia aggiornata della situazione socio sanitaria della popolazione anziana e fragile del territorio, evidenziando bisogni spesso non intercettati dai percorsi tradizionali”. “L’attività congiunta tra Comune, PUA, IFeC e servizi territoriali – aggiungono – ha favorito un approccio proattivo, orientato alla prevenzione e alla presa in carico precoce”.


