Di Pubblicato il: 19 Maggio 2016Categorie: Primo Piano

Primo consiglio dopo l’arresto del sindaco: l’amministrazione non molla. Opposizioni unite chiedono le dimissioni e abbandonano l’aula

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consiglio comunale lodi
Lodi – Sala gremita per il primo consiglio comunale dopo l’arresto del primo cittadino. L’aria si taglia con il coltello. Il vicesindaco Simonetta Pezzoli ha comunicato ufficialmente l’episodio dell’arresto del sindaco e la conseguente revoca del bando oggetto d’indagine, dichiarando: «Non vogliamo sottovalutare l’accaduto, ma con senso di responsabilità, la giunta vuole concentrarsi sulle questioni più importanti e improcrastinabili, per i bisogni della comunità».

Tra i banchi dell’opposizioni è insorto naturalmente un coro unanime per la richiesta di dimissioni: nel suo intervento Giuliana Cominetti, ha citato la «chiamata alle armi da parte dell’assessore Ferrari» in occasione della seduta consiliare e ha poi tracciato il profilo del sindaco riportando le parole contenute nell’ordinanza d’arresto: “un soggetto autoritario e spregiudicato”. «Non ci sono elementi validi affinché questa giunta debba proseguire».

Luca Degano, del M5S: «In troppi avete fatto finta che non sia successo niente, con il solito atteggiamento che contraddistingue questa maggioranza. La legalità in questo palazzo è morta». (Qui l’intervento integrale). Il consigliere pentastellato ha inoltre presentato, extra consiglio, una mozione di sfiducia sottoscritta da tutta la minoranza. Il documento verrà depositato nella giornata di domani. consiglio comunale lodi

Degano ha proseguito dichiarando che «nei confronti della funzionaria comunale che ha denunciato le irregolarità nel bando, nessuno ha espresso una parola di gratitudine per aver riportato la legalità, come se fosse lei a doversi vergognare».

Gli ha fatto poi eco Alberto Segalini, consigliere Lega Nord: «questa amministrazione non ha chiesto scusa, bensì l’assessore alla pace Andrea Ferrari ha addirittura fatto una chiamata alle armi. Dovrebbe invece andare a casa del sindaco e dirgli di dimettersi perché non più credibile. La fiducia non c’è più, il consiglio comunale deve andare a casa nella sua interezza. Se veramente credete nella trasparenza e nella tanto decantata  “carta di Pisa”, non prendiamoci più per i fondelli.»

Anche Michela Sfondrini, di SEL per Lodi (gruppo passato all’opposizione nei primi periodi di vita della giunta Uggetti), ha contestato il “mantra, per il bene della città” ripetuto dalla maggioranza in questi giorni. «Dovevate dimettervi il giorno dopo l’arresto, oppure pensate che il sindaco potrà mai riprendere quello che ha interrotto, che possa affrontare ancora le questioni aperte per la città. Dimettetevi, anzi dimettiamoci tutti».

Lorenzo Maggi, Forza Italia: «Basta, basta, basta ipocrisia! Siete la peggior giunta di sempre, sindaco compreso. Il fisiologico esisto di tutta questa vicenda sono le dimissioni del sindaco”. “Sono ridicoli e vergognosi i tentativi della chiamata alle armi di Ferrari. Fino a che punto riuscite ad andare avanti senza vergognarvi?! Vergognatevi perché nessuno ha speso una parola per ringraziare Caterina Uggè che ha messo a repentaglio la sua carriera per denunciare un fatto di illegalità».

Dai banchi di maggioranza altrettanta unità: gli interventi di alcuni consiglieri intervenuti hanno evidenziato l’intento di proseguire l’impegno in questa amministrazione. consiglio comunale lodi

A questo punto la minoranza compatta ha abbandonato l’aula. consiglio comunale lodi