Lodigiano, controlli dei Carabinieri sul lavoro: 3 lavoratori in nero e 3 attività sospese

Controlli straordinari dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale di Lodi: verifiche su sicurezza e lavoro nero in sei aziende della provincia.
13 Marzo 2026 – Controlli straordinari nel Lodigiano contro il lavoro irregolare e per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nelle ultime settimane i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lodi, insieme ai militari del Comando Provinciale, hanno effettuato una serie di verifiche in diverse attività imprenditoriali della provincia.
L’attività si è concentrata soprattutto nella zona sud del Lodigiano, dove sono state controllate sei aziende operanti nei settori della ristorazione, della manifattura, delle attività immobiliari e del commercio. Di queste, quattro attività del settore terziario sono risultate irregolari.
Durante le verifiche sono emerse diverse violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro prevista dal Decreto legislativo 81/2008. In particolare sono state riscontrate carenze nella formazione e informazione dei lavoratori, nella sorveglianza sanitaria e in altri obblighi a carico dei datori di lavoro, evidenziando un significativo deficit nella gestione delle misure di tutela della salute e sicurezza.
Nel corso dei controlli sono stati inoltre individuati tre lavoratori in nero. Tra questi anche una persona formalmente impiegata come colf o badante, ma in realtà utilizzata con mansioni di addetto alla vendita e al commercio, senza le tutele previste dalla legge.
Per l’impiego di lavoratori irregolari e per le gravi violazioni in materia di sicurezza, i Carabinieri hanno disposto la sospensione di tre attività imprenditoriali, misura adottata per eliminare situazioni di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lodi ha inoltre impartito diverse prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro, per un totale di 11.400 euro di ammende. Le violazioni riguardano, tra le altre cose, la mancata formazione e addestramento dei dipendenti, la mancata nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria, l’assenza di visite mediche per l’idoneità lavorativa, la mancata designazione dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e degli addetti alla sicurezza, l’assenza della figura del preposto e la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi.
Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per 26.315 euro nei confronti di cinque imprenditori (due dei quali appartenenti alla stessa impresa).
In caso di mancato rispetto delle prescrizioni impartite, la posizione degli interessati potrà essere segnalata all’Autorità giudiziaria.


