Di Pubblicato il: 20 Dicembre 2013Categorie: Primo Piano

Lodi. La Provincia di Lodi festeggia per l’ultima volta insieme ai suoi Sindaci. Devecchi: «Quante palle ci hanno raccontato per distruggerla!”

Provincia chiostro neve

Lodi, 20 Dicembre. Quest’anno il Natale per le Province Italiane potrebbe essere l’ultimo. Il Commissario Straordinario della Provincia di Lodi, Cristiano Devecchi ha quindi ideato e promosso un modo alternativo per festeggiarlo insieme ai suoi 61 sindaci del territorio. Ha consegnato loro un cartellone con un contenuto diverso rispetto ai tradizionali auguri istituzionali. Il manifesto, che verrà esposto in tutti i municipi, raffigura un albero di Natale composto da numerose palline, ognuna delle quali porta lo stemma dei 61 comuni del territorio, unite tra loro sotto lo stemma comune della Provincia di Lodi. Insieme agli “auguri di cuore” del Commissario rivolto a tutti i Lodigiani, il titolo recita: “Quanto lavoro per costruire la nuova Provincia di Lodi… e quante palle ci hanno raccontato per distruggerla!”

Il manifesto d’auguri dell’ente

“Siamo arrivati in questa situazione grazie ad una campagna basata sull’onda dell’anti politica – spiega Devecchi – perché la politica stessa ha aggirato prepotentemente il problema con l’escamotage di un sacrificio istituzionale che non darà nessuno dei benefici tanto sbandierati e che, purtroppo invece, metterà in evidenza solo un caos istituzionale senza precedenti. Dobbiamo ringraziare quindi i Governi Monti e Letta, con l’attuale Ministro per gli Affari regionali e le autonomie Graziano Delrio, che tra pochi mesi, renderanno  le Province completamente svuotate dei loro poteri e azzerate di tutte le loro principali funzioni, per lasciar spazio a enti di secondo livello su base non elettiva dove i cittadini non avranno nessuna possibilità di controllo o potere decisionale. La realtà sarà un inevitabilmente taglio dei servizi erogati con un sensibile abbassamento della qualità degli stessi”.

“Per quanto riguarda la Provincia di Lodi, – rimarca il Commissario – la situazione sembra quasi una beffa. Abbiamo costruito insieme a tutto il territorio una realtà, che nata da sole tre legislature, ha saputo sviluppare e proteggere le nostre eccellenze, le tradizioni e le sue peculiarità espresse in termini economici e culturali, per poi assistere impotenti al suo improvviso annullamento, giustificato da ipotesi di falsi risparmi sbandierati per finalità politiche ed elettorali a solo vantaggio di chi le ha proposte e sostenute”.

“Vorrei precisare – conclude Devecchi – che tutti i costi sono stati integralmente sostenuti a carico del sottoscritto. Nulla grava sui conti dei cittadini. La speranza è che il messaggio arrivi forte e chiaro a tutti i cittadini: grazie a Roma non vi sarà nessun risparmio, ma solo meno servizi, più inefficienza il tutto senza alcun concreto e realistico vantaggio per i cittadini. Ma quello che lascia più amarezza, purtroppo, è che chi sprecava prima potrà continuare a farlo, rafforzato da uno Stato distante che premia le inefficienze e punisce realtà virtuose come la nostra. Anche quest’anno chiuderemo il bilancio in pareggio, nonostante indecorosi tagli fatti dai decreti sulla spending reviw che non hanno paragoni dal dopoguerra ad oggi. Auguri di cuore a tutti, nei prossimi mesi il nostro territorio ne avrà veramente tanto bisogno”.