Stoccaggio gas, troppi misteri: «C’è forse qualcosa che ci tengono nascosto?»

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La delegazione della Lega Nord e alle spalle la torre e il cantiere dello stoccaggio
Continua a preoccupare i residenti l’impianto di stoccaggio gas di Cornegliano. Spunta anche un nuovo cantiere e nessuno ne sa nulla. Sulla pericolosità della struttura e sui possibili danni che eventualmente potrebbero sussistere per ambiente e salute, non arrivano risposte, neppure dal governo. E’ questo il quadro di una situazione dai contorni oscuri. Troppe le domande senza risposte. Lo denunciano anche il consigliere regionale Pietro Foroni (LN) e l’onorevole Guido Guidesi (LN), presenti stamani in una conferenza stampa presso Cascina Sesmones, area attigua a quella in questione: “Verificare lo stato dell’arte dopo le mancate risposte da parte del Ministero sulle criticità concernenti l’impianto di stoccaggio gas di Cornegliano Laudense e analizzare la situazione urbanistica comprese le relative pratiche edilizie”.
«Siamo preoccupati – dice la titolare del noto ristorante all’interno della Cascina – per il rumore che si sente delle trivelle. Pochi giorni fa una sfiammata enorme da terra, alta venti metri, ha fatto tremare i vetri, impossibile parlarsi anche da vicino. Una torcia che dovrebbe servire da “sfiatatoio”, è rimasta accesa per due giorni. Ci chiediamo se sia un episodio destinato a ripetersi nel tempo».
«A luglio i cittadini avevano segnalato un cantiere in fregio alla struttura che non era autorizzato. Per questo abbiamo chiesto chiarimenti al Comune di Cornegliano e fatto un esposto alla Procura – riferisce Severino Serafini, consigliere comunale a Massalengo – ma solamente il 10 settembre abbiamo avuto una “non risposta” dal Comune scaricando tutto sulla Procura. Ad oggi non sappiamo ancora se questa ulteriore autorizzazione esista oppure no».
«Come Regione abbiamo già fatto delle istanze, a cui non sono seguite risposte. Non capiamo come mai il ministero non voglia rispondere. – riferisce Foroni – Ho anche sottoscritto con l’assessore regionale Terzi, un documento per chiedere un incontro, ma anche in questo caso tutto tace. L’impianto inoltre non potrà iniziare a lavorare senza una verifica rispetto alle nuove linee guida ministeriali post terremoto dell’Emilia (vedi studio Ichese, ndr). Tutto è ancora oscuro, un silenzio che sorprende».
«Abbiamo presentato diverse interrogazioni al governo, senza risposta – sottolinea l’onorevole Guidesi – Quando è stato presentato il famoso piano Juncker in Europa, questo impianto era stato indicato dallo stesso governo come strategico, da finanziare. Non si capisce ora perché ci sia questo silenzio, tante mancate risposte e nessuna trasparenza. Anche il PD, attraverso il suo rappresentante del territorio, nonché vice di Renzi, non abbia mai dato spiegazioni. Anche il sindaco di Cornegliano indirizza tutto verso Roma, se ne lava le mani. C’è forse qualcosa che ci tengono nascosto? Vogliamo sapere quali lavori verranno fatti, con che calendarizzazione, chi controlla le autorizzazioni. Qualcuno ci deve dire con chiarezza che non c’è pericolo e perché secondo il governo sarebbe un impianto strategico».
Ricordiamo che l’area su cui sorge la struttura per lo stoccaggio, è inserita nel piano di salvaguardia ambientale. Alcuni lavori furono già respinti dallo stesso Comune, ha spiegato Serafini, «oggi non si capisce perché di questo nuovo cantiere non si sa nulla».


