Plastica addio, ma è lotta contro il “caro sacchetti”

Plastica addio, ma è lotta contro il “caro sacchetti”. Secondo le stime della Coldiretti Lombardia ogni italiano spenderà in media almeno 30 euro all’anno in più per le buste in materiale biodegradabile, considerando che nei negozi e nei supermercati il prezzo oscilla fra i 10 e i 20 centesimi al pezzo.

Un costo che si può tagliare di oltre l’80 per cento se si investono dai 3 ai 5 euro nell’acquisto di borse in cotone o in altro materiale resistente in grado di essere utilizzate più e più volte, con un’autonomia che i tecnici dell’area ambiente della Coldiretti Lombardia hanno stimato, per i contenitori più resistenti, in circa un anno di uso regolare, con un peso sopportabile di almeno 5 chili per singolo carico. Il risparmio di circa 25 euro all’anno sulle borse rappresenta il valore di una singola spesa media agroalimentare presso i farmers’ market di Campagna Amica a Milano.

Due borse riutilizzabili rappresentano comunque l’attrezzatura minima per evitare di dover pagare ogni volta i sacchetti biodegradabili – stima la Coldiretti Lombardia –  Se poi si controllano cassetti, soffitte o cantine, sarà magari possibile trovare contenitori, buste in tessuto, trolley e scatole di cartone da sfruttare senza dover sborsare un centesimo di più.

Oltre alla qualità del materiale utilizzato per i sacchetti in tessuto c’è anche da considerare la tipologia di prodotti che si trasportano e che fanno più o meno pressione sulle cuciture. Fra i “pesi massimi” che sfidano la resistenza dei contenitori troviamo le bottiglie di vino, di olio, il latte e la frutta in genere, mentre fra  i “pesi piuma” ci sono l’insalata, gli ortaggi e i formaggi freschi. Naturalmente la ripartizione della pressione di carico è agevolata dal fatto che si solito gli acquisti riguardano differenti varietà di prodotto e quantità di peso.

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